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Cronaca

COSTA CONCORDIA/ Schettino in aula per la maxi udienza sul naufragio del Giglio

Si apre oggi la prima seduta della maxi udienza sull'incidente probatorio relativa al naufragio della Costa Concordia. Presente in aula anche il comandante Francesco Schettino

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Nove mesi fa il tragico naufragio della nave passeggeri Cosa Concordia che causò la morte di trentadue persone. Oggi l'apertura della maxi udienza che si occupa dell'incidente probatorio sulla scatola nera. In aula anche l'imputato principale, il comandante Francesco Schettino, anche se indagate sono nove persone in tutto. L'udienza si tiene presso il teatro Moderno di Grosseto: Schettino è stato fatto entrare da un ingresso secondario per evitare la stampa. Schettino dallo scorso 5 luglio non deve neanche più stare agli arresti domiciliari ma deve osservare solo l'obbligo di dimora nella sua abitazione in provincia di Napoli. Ha chiesto lui stesso che lo si potesse far assistere all'udienza perché, ha detto, "voglio metterci la faccia": Schettino si è sempre dichiarato innocente nonostante i pesanti sospetti che pesano su di lui per una manovra che ai più è sembrata errata e anche per la pessima conduzione dei soccorsi al momento del naufragio. Non gli è però concesso intervenire nel corso del dibattimento, ma gli sarà concesso comunicare con il suo avvocato e i consulenti per fare le sue eventuali osservazioni. Questa prima udienza è previsto abbia una lunga durata dai tre ai sei giorni. Parleranno prima i periti della procura poi diversi esperti. E' previsto anche l'intervento di un esponente dei Ris per l'esame delle registrazioni audio. Interveranno poi gli avvocati di parte civile che rappresentano i passeggeri, ben 126 legali e i loro consulenti, che sono cinquanta. Come si vede un procedimento molto lungo e complesso. Ecco perché la decisione di usare un teatro e non una normale aula di tribunale vista la grande partecipazione di persone a vario titolo. La procura di Grosseto però secondo indiscrezioni ha intenzione di chiudere tutto il procedimento entro la fine dell'anno. Sotto processo la posizione di Schettino, dei suoi ufficiali, l'unità di crisi della compagna Costa. Si tratta infatti, oltre a giudicare il percorso della nave quella notte che si sarebbe avvicinata troppo oltre i limiti consentiti all'iolsa del Giglio, anche di capire se l'allarme sia stato dato in tempo utile o no.