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DDL ANTICORRUZIONE/ Ecco la riforma per uscire dalla guerra tra politici e pm

Pubblicazione:lunedì 15 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 15 ottobre 2012, 11.56

Il ministro della Giustizia Paola Severino (InfoPhoto) Il ministro della Giustizia Paola Severino (InfoPhoto)

Ebbene, è opportuno che colui che si assume il compito di rappresentare gli elettori, di governare e di legiferare, non abbia violato le leggi e sia stato ritenuto colpevole di un reato: la politica, per rendersi più credibile e rifondarsi, ha bisogno anche del segnale di questa nuova regola.

Preme, tuttavia, osservare che spesso le condanne penali intervengono a sanzionare condotte lievi, o che le condanne molto risalenti negli anni rimangono indelebilmente inscritte nel casellario giudiziale della persona: sarebbe, pertanto, ragionevole – senza ipotizzare troppe eccezioni – che si riacquistasse la candidabilità a fronte della riabilitazione (o estinzione del reato in caso di patteggiamento), che si può ottenere dopo un certo numero di anni dalla condanna, dall’esecuzione o estinzione della pena, con provvedimento dell’autorità giudiziaria che verifica che il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta (artt. 178 e 179 del codice penale).       



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