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STATO - MAFIA/ Napolitano a D'Ambrosio: colpiscono lei per colpire me

Pubblicazione:lunedì 15 ottobre 2012

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Una lettera fino a oggi inedita scritta dal Capo dello Stato al suo consigliere per gli affari e la giustizia, viene adesso pubblicata in un volume. Un libro che raccoglie scritti e interventi di Giorgio Napolitano sul tema della giustizia. E' una lettera i cui contenuti prendono particolare importanza alla luce della polemica e del ricorso esistente tra il Quirinale e la procura di Palermo sule intercettazioni telefoniche dello stesso capo dello Stato. Ancor più importante perché rivolta a quel D'Ambrosio che si trovò tirato in mezzo e che sfortunatamente morì proprio nel bel mezzo di quelle polemiche. Per il Capo dello Stato, come si legge nella lettera, nessun dubbio sull'operato di D'Ambrosio che venne neanche troppo velatamente accusato di aver voluto in qualche modo favorire l'ex ministro Mancino, indagato e accusato nel caso trattativa Stato-mafia: "L'affetto e la stima che le ho dimostrato in questi anni restano intangibili, neppure sfiorati dai tentativi di colpire lei per colpire me". Parole forti, quelle di Napolitano: vogliono colpire me, e per fare questo colpiscono lei. La lettera risale al 19 giugno di quest'anno, DAmbrosio sarebbe poi morto a fine luglio. Napolitano non ha paura di dire quello che pensa: D'Ambrosio ha denunciato coraggiosamente "comportamenti perversi e calunniosi, funzionali a un esercizio distorto del proprio ruolo, di quanti, magistrati, giornalisti o politici, non esistano a prendere per bersaglio anche lei e me". Nel volume anche una lettera di D'Ambrosio indirizzata a Napolitano: "Non ho mai esercitato pressioni o ingerenze che, anche minimamente, potessero tendere a favorire il senatore Mancino o qualsiasi altro rappresentante dello Stato comunque implicato nei processi di Palermo, Caltanissetta e Firenze" dice a sua difesa. Si tratta della lettera in cui l'alto consigliere dava le sue dimissioni dopo le polemiche scatenate sul suo conto. La polemica sul caso Quirinale-procura di Palermo si è recentemente riaperta dopo che gli avvocati difensori dei magistrati hanno detto che il presidente della Repubblica non può chiedere l'immunità totale.


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