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Cronaca

IL CASO/ Se una partita di calcio diventa disprezzo della vita

Un uomo si suicida prima della partita di calcio. Rimosso il cadavere, si gioca tranquillamente. E' successo in provincia di Venezia. Il commento del parroco, DON ROBERTO BATTEL

Lugugnana, provincia di VeneziaLugugnana, provincia di Venezia

"Se ho potuto compiere un servizio con queste parole, ne sono contento". Don Roberto Battel sembra quasi scusarsi per il dolore misto a rabbia che emerge dalle sue parole, con un moto di umiltà che contrasta con la dichiarazione forte, amara che ha rilasciato dopo l'episodio che ha visto coinvolta la sua comunità. "La vita di una persona non vale niente" aveva detto indignato don Roberto dopo che domenica scorsa un uomo, un romeno, era stato ritrovato suicida sul campo di calcio della squadra locale. Si era impiccato a un trave della biglietteria. Rimosso il corpo, la partita era stata tenuta regolarmente: da qui la rabbia e l'indignazione del sacerdote. L'episodio è accaduto a Lugugnana in provincia di Venezia dove il Libertas Ceggia ha disputato la partita di seconda categoria, campionato in cui milita. Contattato da Ilsussidiario.net, don Roberto è ancora indignato, ma cerca di trovare le parole per un messaggio di speranza: "Siamo immersi in un clima in cui la virtualità è diventata realtà" dice. "Sono appena tornato dalla Bolivia dove seguo una missione locale. Se fossimo capaci di guardare il prossimo non per cosa è nei confronti della società, ma pensando che Dio mi ha dato l'opportunità di essere al suo servizio, di essere suo fratello, allora episodi come questo non accadrebbero". 

Don Roberto, lei conosceva la persona che si è suicidata?

Io sono in questa comunità da un anno, non da molto dunque, ma avevo visto quell'uomo spesso seduto al bar. Un paio di mesi mi si era avvicinato perché voleva parlarmi. Gli avevo dato appuntamento al pomeriggio ma non si era fatto vedere.

In seguito siete riusciti a incontrarvi?

Avevo parlato con il genero, avevo capito che tipo di situazione c'era dietro, ma non sapevo nemmeno dove abitasse. Non ho potuto fare granché.

Il vicepresidente della squadra di calcio ha detto che sarebbe stato opportuno non giocare.

Lo conosco, è della mia parrocchia, una persona a modo come tante che sono qui. Anzi di quelle che meritano rispetto, però fanno tutte parte di questo mondo e di fronte alle priorità da darsi davanti a un fatto come questo, ragionano con lo schema del mondo.

Quale sarebbe?

La decisione di giocare l'hanno presa tranquillamente: questo è il peccato grave. Non si sono accorti che una persona è un valore di per sé. Domenica a messa io dirò che la somiglianza con Dio non dipende dalla pelle che uno può avere, o dall'essere romeno, ma dal fatto che siamo uomini. E' da qui che viene fuori la nostra dignità e su questa dignità non si scherza, neanche un poco. 

E' stato un episodio certamente sconcertante.

In realtà non è un episodio sconcertante. Ormai siamo immersi in un clima in cui la virtualità è diventata realtà.

Cosa intende?