BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

NAPOLITANO INTERCETTATO/ Perché così tante allusioni nella "difesa" del presidente?

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Ma quello che possiamo definire il contenzioso è in corso da mesi, prima ancora che la Consulta ne discuta e decida. In una Paese liberale, dove la certezza del diritto è un cardine fondamentale, questa sorta di “rissa” tra il titolare del Quirinale (che è pure Presidente del Consiglio Superiore della magistratura) e una Procura di “avanguardia” di magistrati diventa uno spettacolo quasi desolante. Ma la sequenza che si sta vivendo in questi mesi fino all’attuale botta e risposta assume toni adesso inquietanti. 

Per molto tempo, intorno a queste intercettazioni (che non si comprende per quale ragione non siano state stracciate), si sono lasciate correre allusioni, insinuazioni di ogni tipo. Adesso arrivano ombre più sinistre, se ci è consentito dirlo. Perché Loris d’Ambrosio, prima di morire, scrive lettere dove si afferma: “cercheranno di colpire me per colpire lei”? Dato che è dal 1992 che si predica chiarezza, trasparenza, glasnost, per usare un termine che in quei tempi era di moda, chi è il soggetto (personale, istituzionale, politico) che intende colpire il Presidente della Repubblica? Ora il problema, con questa rivelazione, non è più solo ristretto al conflitto di attribuzione che la Consulta risolverà tra un mese, ma a qualche cosa di più pesante, di più indefinibile e nello stesso tempo più inquietante. 

È lecito ancora, in un Paese democratico, fare questa domanda ed esigere una risposta: chi vuole colpire il Presidente Napolitano? E perché? Oppure bisogna sempre restare nel campo delle allusioni?

 

© Riproduzione Riservata.