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ROSSANO BRENO/ Si è dimesso il presidente della Cdo di Bergamo

Il presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo Rossano Breno ha rassegnato le sue dimissioni. E' coinvolto in una indagine per presunte tangenti 

Rossano Breno Rossano Breno

Il presidente di Compagnia delle Opere di Bergamo, Rossano Breno ha dato le dimissioni dal suo incarico. Lo ha fatto questa mattina definendole immediate e irrevocabili e rimettendo tutti gli incarichi che attualmente ricopre. Breno era presidente di Cdo Bergamo dall'ottobre 2004. In questo modo, ha detto, tutelo l'associazione. Breno è indagato per presunte tangenti ricevute dall'imprenditore Pierluca Locatelli, tangenti che sarebbero state versate secondo le accuse per agevolare la realizzazione di una discarica di amianto in provincia di Cremona facendo pressioni sulla Regione Lombardia. In cambio, sempre secondo le accuse, Locatelli avrebbe versato dei soldi che sarebbero serviti per finanziare una scuola privata. Ieri la Guardia di finanza si era recata nei suoi uffici e anche in quelli del vice presidente di CdO Bergamo per acquisire documentazione. Nella lettera in cui spiega le sue dimissioni, Breno fa riferimento appunto all'inchiesta in corso e all'informazione di garanzia circa il suo coinvolgimento "affinché gli amministratori della Regione Lombardia favorissero, con atti contrari ai doveri d’ufficio, gli interessi imprenditoriali di Pierluca Locatelli". Breno sottolinea come si consideri del tutto estraneo alle accuse. "Sono certo di poter rappresentare nelle sedi competenti la mia assoluta buona fede. Da parte mia ho sempre cercato di agire nel rispetto delle regole. Ne è testimonianza la mia vita, dedicata alla mia azienda e il mio impegno nelle opere caritative ed educative" dice. Aggiunge poi che non vuole che le sue vicende giudiziarie possano recare in alcun modo danni alle attività e all'immagine pubblica della Compagnia delle Opere di Bergamo che, dice ancora, "è interamente impegnata nella realizzazione di servizi e strumenti per l’impresa e al sostegno degli imprenditori nel loro difficile mestiere". Nell'inchiesta è coinvolto anche il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni: secondo le accuse infatti la delibera in questione per la discarica di amianto sarebbe stata autorizzata da lui stesso e non comparirebbe negli atti ufficiali della regione.