BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

OMICIDIO DI MARIANELLA/ Don Merola: la camorra? Cani sciolti senza un codice d’onore

Foto Infophoto Foto Infophoto

Stiamo parlando di persone che in molti casi hanno solo il diploma di terza elementare. In Campania ci sono 102 clan attivi, specialmente tra Napoli e Caserta, e i loro capi quasi sempre sono gente che non è mai andata a scuola. Boss come i Contini, i Giuliano, i Mazzarella, i Di Lauro, sono persone che hanno abbandonato gli studi fin dall’infanzia.

 

Che cosa sta facendo lo Stato per combattere la malavita?

 

Se lo Stato vuole intervenire solo con le forze dell’ordine, non ha capito nulla. Come ha detto la Caritas martedì, lo Stato non sa nemmeno che cosa siano le politiche del welfare. La camorra non si può combattere solo con l’Esercito, ma con la presenza quotidiana delle istituzioni, con politiche che mirino a eliminare la povertà e la devianza e a togliere i ragazzi dalle strade. Sono poche le associazioni come la nostra, che cercano di dare una risposta ai bisogni del territorio.

 

Quindi che cosa si può fare?

 

La terapia per la città di Napoli è proprio quella di rafforzare la scuola, gli oratori, le politiche sociali. La magistratura al contrario spesso rappresenta una giustizia lontana, che ha bisogno di secoli per individuare gli assassini. Per celebrare un processo in media occorrono tra otto e dieci anni, e di questo passo non si andrà da nessuna parte. Per troppo tempo ci siamo affidati ad analisi di sociologi che hanno studiato solo dietro a una scrivania, mentre bisogna ascoltare chi sta sul territorio.

 

Intanto Napoli è sempre più povera …

 

La Camorra non permette che l’economia cresca, perché impone il pizzo e le sue attività illecite, compromettendo gli appalti e lo sviluppo legale e positivo del territorio. Da un lato quindi bisogna combattere la povertà, dall’altra occorre togliere ai ragazzi il mito che la camorra possa dare lavoro.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.