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CASO RUBY/ Berlusconi in aula: alle mie cene niente sesso

Silvio Berlusconi si è recato in tribunale dove ha deposto sul caso Ruby che lo vede implicato tra le altre cose per sfruttamento della prostituzione minorile

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Silvio Berlusconi si è recato in tribunale oggi dove ha deposto relativamente al processo che lo vede implicato nel cosiddetto caso Ruby. Come si sa, l'ex capo del governo è accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Il riferimento è in particolare alla giovane marocchina Ruby e in generale alle feste che si svolgevano nella sua abitazione con la presenza di numerose ragazze. In particolare, Ruby all'epoca dei fatti contestati sarebbe stata anche minorenne. A vari livelli e con imputazioni diverse, risultano coinvolti nel processo anche Emilio Fede, Nicole Minetti, e Lele Mora. Le accuse più gravi vedono però coinvolto l'ex capo del governo, anche per la famosa telefonata con cui avrebbe chiesto alla polizia di rilasciare la stessa Ruby che era stata fermata in questura. Oggi, parlando davanti ai giudici, Silvio Berlusconi ha detto di escludere in modo deciso che alle sue cene si sia consumato del sesso con i partecipanti: "Posso escludere con assoluta certezza che si siano mai svolte scene di natura sessuale" ha detto. Inoltre ha anche detto di non aver mai esercitato pressioni sulla questura per ottenere la liberazione di Ruby. Ha detto che la ragazza gli venne presentata come figlia di una famosa cantante e aprente dell'ex presidente egiziano Mubarak. Inoltre ha negato di avere mai avuto rapporti intimi con lei. "Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto intimo con Ruby. Tutti avevamo l'assoluta convinzione che Ruby fosse maggiorenne, sia perché diceva che aveva 24 anni, sia per il suo aspetto fisico, sia per il suo modo di fare" ha detto il leader del Pdl. Inoltre ha detto che si presentò a lui dicendo di avere 24 anni e di essere stata cacciata di casa dal padre perché voleva convertirsi alla fede cattolica. La verità ha detto Berlusconi gli sarebbe stata detta in seguito da Nicole Minetti che gli disse che Ruby era minorenne e marocchina, notizie che, ha detto, lo lasciarono di stucco. Ha anche detto che il suo ragioniere, Spinelli, diede alla ragazza alcune migliaia di euro per via delle sue insistenti richieste. Avendo detto che era egiziana e aprente di Mubarak, Berlusconi sostiene che non voleva si creasse un incidente diplomatico quando contattò la questura di Milano in cui si trovava la ragazza nella notte tra il 27 e il 28 maggio.