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GIORGIO PONTIGGIA/ Un carisma che esplode in tutta la sua forza

Don Giorgio Pontiggia (immagine d'archivio) Don Giorgio Pontiggia (immagine d'archivio)

Questa ricorrenza ci avvicina più significativamente al carisma di Comunione e liberazione. Per don Giorgio che il carisma vivesse in tutta la sua originalità, che segnasse la vita, che la cambiasse rispondendo alla promessa che è inscritta nel cuore dell’uomo, era la sua preoccupazione costante; non tanto che lui vivesse, che lui potesse esprimersi, che lui potesse fare quello che riteneva meglio – ed era un uomo di valore, dotato di capacità notevoli! –, ma che il carisma potesse esplodere in tutta la sua forza. Questo don Giorgio oggi ci ridice e a questo ci sostiene, a dare la vita a Colui che l’ha data perché la nostra potesse fiorire in tutta la sua bellezza.

Se oggi ricordare don Giorgio e pregarlo è stare di fronte alla originalità del carisma come lui ci ha educato, questo vale tanto più per quello che lui ha fatto nel rapporto con i giovani e la cui impronta rimane a segnare il cammino di questi anni, senza di lui fisicamente ma sempre presente. È quello che don Giorgio ha lasciato in campo educativo più che mai valido e presente, è un metodo quello che ha consegnato alle persone e nelle opere di cui è stato ideatore e protagonista, come Portofranco. E il metodo che don Giorgio ha comunicato è quello che ha imparato da don Luigi Giussani, seguendolo passo dopo passo dentro un impegno travolgente: il metodo dell’educazione come impegno con la vita ed il suo senso. 

Don Giorgio è stato dentro la sua vita, ed è oggi in Paradiso, una sentinella del metodo che ha imparato verificando la proposta che ha incontrato, la proposta della fede come atto che compie l’umano. L’insistenza di don Giorgio sul metodo ha educato migliaia e migliaia di giovani, ha fatto crescere tanti insegnanti, ha sostenuto numerose famiglie; sembra di risentirlo oggi con la sua voce roboante richiamare perché si segua fedelmente un metodo, il metodo che fa dell’educazione il lavoro da cui l’umano fiorisce; sembra di risentirlo oggi tuonare perché non si aggiunga nulla in modo posticcio ai ragazzi e alle ragazze che si incontrano, ma ci si rivolga alla loro libertà e si faccia di tutto perché ognuno diventi quello cui urge la sua libertà.

È il metodo dell’educazione ciò che don Giorgio ha tenuto desto in sé e in chi lo ha accompagnato a stare con tutta la vita in rapporto con i giovani, perché potessero incontrare Chi risponde al loro bisogno. E questo oggi vale sempre di più: cioè che si educa per un metodo che si vive, il metodo della fede. La certezza che l’umano matura solo per il Mistero che si coinvolge con lui. 

 

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