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Cronaca

ILVA TARANTO/ L'avvocato: così porteremo l'azienda "criminale" davanti al tribunale dell'Aja

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Noi vorremmo che si attuasse una riconversione dell'intera area anche per tutelare tutti i posti di lavoro. Non a caso, abbiamo proposto un referendum che ha visto molte peripezie in diversi tribunali amministrativi.

 

Cioè?

 

Come Comitato “Taranto Futura” abbiamo proposto da tempo un referendum sulla totale o parziale, con lo stop dell'area a caldo, chiusura dello stabilimento. Il sindaco di Taranto, Ezio Stafano, dopo varie cause vinte dal nostro comitato presso la Procura di Lecce, è stato costretto ad indire il referendum. Prima, però che venisse indetto è stato, immediatamente, impugnato dall'Ilva, da Confindustria, da Cgil e Cisl. A novembre dello scorso anno, il Tar di Lecce, in primo grado, aveva dato ragione alle controparti ma noi abbiamo appellato la sentenza e, alla fine, siamo riusciti ad aver ragione. Subito dopo, è partita una diffida per il sindaco ma, a distanza di quasi un anno, Stafano non ha ancora indetto alcun referendum. Ora, l'ultima mossa è stata denunciarlo per omissioni in atti d'ufficio.

 

Lei prima parlava di riconversione dell'area. Con quali modalità e chi se ne farebbe carico?

 

Prima di tutto, gli stabilimenti andrebbero interamente smantellati e dovrebbero partire le relative bonifiche delle aree per permettere l'istallazione di impianti eco-compatibili: non sta scritto da nessuna parte che a Taranto si debba produrre l'acciaio. E' chiaro che sarebbe il Governo, con un contributo dell'Unione europea, a doversi far carico di questa operazione.

 

Quindi, in ogni caso, Ilva deve lasciare il territorio?

 

Se l'azienda decide di pentirsi e procede alla totale riconversione industriale, ben venga.

 

Come giudica la gestione del caso Ilva da parte dei vari attori in causa?

 

E' stato gestito malissimo. Il Governo e le autorità locali, non solo ora, ma anche negli anni passati, hanno sacrificato la tutela della salute della popolazione alla produzione e al pil. E' giunto il momento di “de-pilarci” e pensare alla nostra salute.  

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