BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SANT'ANNA DI STAZZEMA/ Il familiare: la sentenza sulla strage nazista offende il popolo italiano

Un momento della strage di Stazzema Un momento della strage di Stazzema

Erano i miei zii che allora erano un maschio di 12 anni e una femmina di 9. Morì anche la mia bisnonna che allora aveva 60 anni. Li  hanno trucidati in una delle stalle dove ci fu l'episodio della mamma che tirò lo zoccolo contro i soldati. La bambina non morì subito nella stalla, riuscì a uscirne ancora viva totalmente ustionata. Fece 800 metri per tornare a casa dalla nonna e la sera mio nonno tornato in paese dove si viveva uno strazio indescrivibile ha preso sua figlia e l'ha portata in ospedale. Non riuscivano a vestirla tanto era bruciata. La portò a Valle Castello all'ospedale emiliane  con il rischio di cecchini tedeschi appostati. Arrivato all'ospedale con la bambina in braccio si trovò davanti un soldato tedesco che voleva arrestarlo e deportarlo. Si intromise un medico salvandolo. Cercarono di curare la bimba ma morì dopo due giorni per le ustioni riportate. I tedeschi infatti avevano massacrato quelle persone tirando bombe a mano nella stalla.  

 

Dopo tutto questo orrore, è possibile per lei parlare di perdono?

 

E' impossibile non si può perdonare, si può accettare. La cosa però che oggi ci ferisce è che ci sentiamo tornati con le stesse insicurezze che avevamo superato grazie alla giustizia italiana e all'immane lavoro della procura di La Spezia. Noi non vogliamo condanne non siamo forcaioli noi volevamo il processo, che si giudicasse. Che invece tutto si archivi e che ci venga detto che non ci sono prove documentali è una offesa. Alcuni familiari come la donna che ha salvato tre sorelle e un bambino di un anno si sono sentiti male ieri sera alla notizia. In questi dieci anni erano riusciti  a domare i propri fantasmi. Pensi che molto dei sopravvissuti si sono sentiti per anni colpevoli, come se se lo fossero meritato. In questi dieci anni di dibattimenti processuali erano riusciti a ritrovare la loro dignità che adesso questa sentenza ha di nuovo spazzato via. 

© Riproduzione Riservata.