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J'ACCUSE/ Sbai: perché l'Italia non ferma la fabbrica dell’islamically correct?

Pubblicazione:lunedì 22 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 22 ottobre 2012, 11.49

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Non vi è alcun accordo che regoli queste vicende a livello di diritto internazionale, perché questi Paesi, assieme ad altri, non hanno firmato gli accordi che prevedono la risoluzione immediata della controversia in virtù della sacralità del diritto del minore a non essere “psicologicamente violentato”, sequestrato o fatto sparire per seguire quella o quell’altra educazione. Proprio per questo avevo chiesto a gran voce, allorché questi paesi vennero “liberati” dalla primavera araba, che prima di essere riaccolti nel consesso internazionale fossero soggetti alla firma dei trattati. Nessuno ascoltò e le cose continuano ad andare così, se possibile ancora peggio, perché laddove prima c’erano governanti corrotti ma laici, oggi al loro posto ci sono governanti corrotti e per di più radicalisti, che di queste vicende fanno orgoglio personale. Evidente, qui come lì, che la lacuna sia tutta e proprio tutta di carattere legislativo, nonostante l’introduzione del passaporto personale obbligatorio per i minori, laddove dopo le denunce e le querele per stalking e percosse l’uomo che ha tentato di rapire il figlio per portarlo in Egitto a ricevere un’educazione islamica non fosse ancora, al momento del fatto, in carcere o rimpatriato. Le regole sono le regole, per come la vedo io e la volontà legislativa in questo senso è ormai morta e sepolta da tempo, assieme alla stagione delle riforme strutturali che questo Paese aspettava, non solo in campo economico o fiscale, ma anche dei diritti. Se dicessi che c’è una strada non detentiva o espulsiva per fermare coloro che hanno l’intento di sottrarre i figli alle donne per ricatto o per condurli verso una vita di oscurantismo e di violenza, parlerei di un qualcosa che ancora non c’è e propinerei ai lettori del Sussidiario, troppo attenti e intelligenti, una bugia nella quale io non ho mai creduto e nella quale non crederebbero nemmeno loro. La sola verità, certa e inconfutabile, è che oggi tanti bambini sono dispersi nel nulla e rischiano di non tornare più a casa, laddove debbono stare perché cittadini italiani, nonostante tutti sappiano come sono. E altrettanti, se non di più, sono a rischio nel nostro Paese, preda delle mire morbose di uomini che li vedono solo come immagine riflessa della loro follia oscurantista, mezzi e strumenti per creare altri soldatini dell’islamically correct, prodotto a dire il vero più europeo che non arabo.

 



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COMMENTI
24/10/2012 - matrimoni misti (Carla D'Agostino Ungaretti)

E' mai possibile che ancora non si riesca a convincere le donne italiane che i matrimoni misti sono pericolosissimi? Non sono bastate le cronache degli ultimi anni sui figli rapiti dai padri musulmani? Quanto altro dolore e quante altre difficoltà dovranno provare le donne italiane, ma anche gli uomini, che si innamorano di persone dalla cultura tanto diversa? Ha ragione la Sigra Sbai: l'islamic correctness continua a dilagare in occidente e non vogliamo renderci conto della presuntuosa arroganza di queste persone che vengono in Europa per lavorare, ma poi vogliono imporci i loro costumi. Speriamo che prima oo poi ci si svegli, ma non a prezzo di una guerra di religione.