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J'ACCUSE/ Sbai: perché l'Italia non ferma la fabbrica dell’islamically correct?

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L’episodio dell’egiziano che ha tentato di rapire il figlio, sottraendolo alla madre, per dargli un’educazione islamically correct, non rappresenta un caso isolato in Italia. La cronaca è, come al solito, piuttosto miope quando si tratta di condannare chi, in ragione di un atteggiamento multiculturale troppo aperto e quindi criminogeno, la fa bellamente in barba a qualsiasi norma di diritto e tenta di appropriarsi di un cittadino italiano per farlo divenire qualcos’altro. Potrei citare il caso forse più eclatante degli ultimi anni, ovvero quello di Marzia Tolomeo, la cui bimba Martina di appena due anni, è stata sequestrata dal padre, tunisino, e portata in Tunisia durante uno dei giorni in cui, per ordine del giudice, poteva vederla e stare con lei. Siamo all’alba dei tre anni da quando Martina è stata portata in Tunisia e strappata alla madre e da quando la battaglia di Marzia Tolomeo è iniziata. Interrogazioni parlamentari, sotto il presente e passato Governo, manifestazioni, denunce, annullamento della patria potestà e chi più ne ha più ne metta: da allora la causa in Tunisia è andata avanti e l’exequatur per il riconoscimento della sentenza è arrivato, ma i ritardi sono epocali e la bimba rimane ancora lì dov’è. L’interessamento fattivo del Ministro Terzi, che ha sollecitato le autorità tunisine più volte anche di persona, ha portato ad un’accelerazione dei fatti ma spezzare la catena del “non diritto” di alcuni bambini a rimanere laddove sono nati finché non decideranno autonomamente, è assai complesso. E potrei parlare di Bouchra, donna marocchina che il numero verde Mai Più Sola di Acmid ha aiutato a riportare in Italia dal Marocco i suoi due bambini dopo 7 anni di sofferenza e di silenzio o delle altre creature, la cui storia non è mai stata raccontata, disseminate in tutto il quadrante nordafricano e non, sottratte a madri che non si danno pace e che poco possono fare. Con il Marocco, a dire il vero, l’accordo che permette alle madri di tenere i bambini anche dopo la separazione, la situazione si è piuttosto semplificata, nonostante rimangano come ovvio delle sacche di violazione del diritto. Ma se pensiamo a paesi come l’Egitto, che viene nel caso di specie, o della Tunisia come per Martina, le cose cambiano radicalmente e nessuno, ma davvero nessuno, può sentirsi al sicuro.


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COMMENTI
24/10/2012 - matrimoni misti (Carla D'Agostino Ungaretti)

E' mai possibile che ancora non si riesca a convincere le donne italiane che i matrimoni misti sono pericolosissimi? Non sono bastate le cronache degli ultimi anni sui figli rapiti dai padri musulmani? Quanto altro dolore e quante altre difficoltà dovranno provare le donne italiane, ma anche gli uomini, che si innamorano di persone dalla cultura tanto diversa? Ha ragione la Sigra Sbai: l'islamic correctness continua a dilagare in occidente e non vogliamo renderci conto della presuntuosa arroganza di queste persone che vengono in Europa per lavorare, ma poi vogliono imporci i loro costumi. Speriamo che prima oo poi ci si svegli, ma non a prezzo di una guerra di religione.