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ITINERARI & SAPORI/ Quartiere Feltre, l'altra Milano da rivivere e raccontare

Pubblicazione:martedì 23 ottobre 2012

La pizza descritta da Paolo Massobrio La pizza descritta da Paolo Massobrio

Anche questa era L'altra Milano, nel senso di quella che abbiamo vissuto prima del boom economico vero e proprio. E c'erano alcune similitudini con questo momento. Con un'unica differenza: oggi Milano, la Michetta-Milano, è infarcita di locali, di ogni genere, che quasi coprono quei negozi artigianali, quella quotidianità silenziosa che si sveglia al mattino ancora col buio e con il buio va a casa. Ai miei tempi c'era un solo bar, la Battagliera, proprio di fronte al Parco Lambro, dove nelle sere nebbiose provocate dal Lambro, con Doninelli ci rifugiavamo anche solo per ascoltare le voci di un'umanità varia. E lì lui ha scritto uno dei più bei racconti che io conservo, ossia la storia dell'ubriaco e della moglie che, paziente e fedele, lo riaccompagnava ogni volta a casa. Una delle più belle storie d'amore mai lette. Pare che lì si fosse fermato anche il Garibaldi, per cui la leggenda, per anni, fu che voleva comprarla Berlusconi, che intanto aveva completato la costruzione di Milano 2, di lì a pochi chilometri. Nell'altra Milano - intesa come libro - tante cose si trovano, altre ve le racconteremo a Golosaria a Milano (sul sito www.golosaria.it c'è già il programma) dal 17 al 19 novembre. Anche questo trovarsi (al Palazzo del Ghiaccio) sarà un modo per amare e forse conoscere meglio questa città, complessa e misteriosa.  



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COMMENTI
23/10/2012 - IL MIO QUARTIERE.... (Guido Gazzoli)

.....l'articolo mi ha emozionato , perchè sono figlio proprio di quel quartiere , dove ho abitato da quando avevo 5 anni...l'ho visto nascere , crescere a poco a poco , trasformarsi ed evolversi come un luogo che aveva tutti i vantaggi della vita di paese ma a un tiro di schioppo da Piazzale Loreto che si raggiungeva con la mitica F ( ora 55 ) dove , appena salivi , il bigliettaio ti chiedeva come stavi... Poi venne Milano 2 , ma pareva e pare distante molte miglia , perchè quell'atmosfera si respira ancora..pare sia rimasto sotto una campana di vetro il nostro quartiere . Da li partii in giro per il mondo , a 14 anni , nel 1969..ma il quartiere Feltre era un punto di ritorno obbligato se volevo vivere quella dimensione. Poi due anni fa i miei hanno dovuto ababndonare il nostro mitico appartamento per ragioni di salute ed ecco che anche in quel momento così buio il quartiere si è rivelato , dato che all'insaputa dei miei i vicini si sono trovati enlla via e gli hanno organizzato una festa.... Ancora adesso quando vado a Milano ( ormai vivo tra Roma e Buenos Aires ) una scappata ce la faccio e , come Paolo , ferquento i vecchi posti..ricavandone le stesse emozioni. Ho capito anche perchè mi sono afefzionato a Buenos Aires , dato che in questa metropoli il concetto di quartiere è lo stesso. caro Massobrio..mi sa che ci siamo conosciuti pure..ad ogni modo le lascio la mia mail..sarebbe un piacere ritrovare un contatto con chi ha diviso i banchi della Marco Polo....