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Cronaca

ALLUVIONE UN ANNO DOPO/ "Grazie papà": il ricordo di Valentino Giannoni

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All'improvviso arriva il Dodi, e leva tutte le piante per far scorrere l'acqua lontano dalla porta. E' un tentativo inutile dato che il livello di colpo cresce da pochi centimetri a mezzo metro. La furia dell'acqua è così veloce che non riusciamo più ad uscire. Zen stranamente si è addormentato in braccio a Carly e si sveglia 30 minuti dopo alla vista della furia del canale straripato, che raggiunge la metà della porta di entrata. Io, papà e il Dodi lottiamo per tenere la porta chiusa, siamo disperati e spaventati, la forza dell'acqua cresce e non molla. Carly e Zen sono terrorizzati, urlano, e Carly, ripetutamente, mi chiede se stiamo per morire.

La vetrina del gelato comincia a galleggiare, in una scena da film. L'acqua è nera, sabbiosa, pesante e ripetutamente prego, attaccato alla porta e abbracciato a mio padre nella lotta contro la furia della piena, per avere un miracolo e farci scappare. La furia dell'acqua è troppo forte e siamo disperati. Mia moglie e Zen gridano dalla paura, scappare è ormai impensabile. Fuori, il rumore dei sassi e detriti è frastornante. Vediamo passare motorini, bidoni dell'immondizia, bidoni del parco giochi, paraurti di macchine, tavolini, ombrelloni e il rumore cresce e cresce assordante. Diciamo a Carly di trovare un posto alto e ripararsi nel laboratorio per non vedere cosa succede. Che errore! Dopo poco la sentiamo gridare dalla disperazione che il freezer singolo si è sollevato e ha bloccato l'entrata del laboratorio. Panico totale.

Grido al Dodi di liberarli e cerco di tenere la porta con mio padre, strenuatamente. Nel mio orrore, il Dodi non riesce a liberarli e gli grido di sbrigarsi a tornare e a tenere la porta con mio padre. "Nuoto" e scaravento tutto cio' che mi intralcia, a piedi nudi, nella speranza di raggiungere Carly e Zen e liberarli. Riesco ad arrivare all'entrata e nel mio sgomento, il laboratorio è completametne buio e otturato dal freezer. Grido alla Carly di spostarsi e cerco di smuovere l'ostacolo... invano. Senza pensare, sollevo il freezer e lo scaravento verso il muro di destra, sradicando tutti i contatori che cascano in acqua scintillando. Subito penso ai cavi della corrente e al pericolo di rimanere fulminati. Dico a Carly di passarmi Zen, con successo e anche Carly riesce a passare dalla porta. Carly comincia a gridare che c'è odore di gas e che tutto può esplodere.

Sentiamo tutti un terribile odore impregnare la gelateria e il mio pensiero corre subito alla bombola piena che avevo lasciato nel negozio. Grido a Dodi di chiudere la bombola che gli galleggia a fianco. Lui l'afferra e sembra tutto immobile, surreale. vedo lui sospeso, mio padre sulla porta con l'acqua al petto, le grida di Carly e Zen ed un fischio acuto che non sappiamo spiegare (saprò poi che una enorme bombola di gas, staccatasi da Vernazzola è passata, perdendo gas, per tutto il paese). Il gas è intenso ma l'odore si dissipa lasciandoci sgomenti. I frigoriferi all'entrata si muovono e si capovolgono. Sento mio padre gridare due volte Zen!, Zen!, mentre tiene con vigore la parte più pericolosa della porta. Lo vedo un ultima volta sulla porta con il Dodi in un ultimo disperato tentativo di bloccare la furia dell'acqua. Mi giro per afferrare la Carly e Zen e metterli sul frigo grande della Coca-Cola che galleggia.