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ALLUVIONE UN ANNO DOPO/ "Grazie papà": il ricordo di Valentino Giannoni

Pubblicazione:mercoledì 24 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 24 ottobre 2012, 13.14

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Carly di colpo grida sgomenta: Mio Dio Vale! Tuo padre è andato! L'acqua l'ha portato via! Mi giro e non lo vedo più, vedo il Dodi scomparire a destra della porta e dopo alcuni secondi riaffiora coperto di detriti e fango boccheggiando. Gli grido: dov'è mio padre?! Lui riesce appena a tenersi alla porta, trovando la forza di farlo - mi avrebbe detto poi - solo guardando Zen. Carly continua a ripetermi che mio padre se n'è andato, è terrorizzata, ed io nel cercare di mantenere la calma le rispondo di non avere tempo di pensarci. Non riesco a credere alle mie parole, che suonano forti e dividono i miei sentimenti.

Mio padre ci ha salvato e mi costringo a non cedere al panico e alla disperazione. Metto la Carly sicura e mi sdraio sul frigo bianco. Il Dodi ha assicurato la porta con dei legni tra la porta e il frigo della Coca-Cola. L'acqua è sempre alta ed i pensieri di morte da annegamento in negozio o sfracellati, se risucchiati fuori, invadono i nostri pensieri. Ripeto a me stesso ad alta voce: povero papà! Papà mio! Ma allora dobbiamo morire così? Non ci credo che dobbiamo soffrire così. Ti prego Signore, fai calmare le acque, ti prego salvaci e dacci un miracolo! Mi sposto poi per afferrare Carly che sta scivolando dal frigo con Zen. Credo di riuscire a nuotare ma sprofondo senza toccare, incredulo dell'altezza dell'acqua ormai quasi al soffitto.

Riesco ad arrampicarmi al lato del frigo bianco ma ho paura ora di capovolgerlo e fare uscire l'aria che lo fa galleggiare. La Carly mi passa Zen e non so perché. Lo afferro e lo sollevo sul frigo bianco, il mio piede destro sul frigo rosso, il mio gomito sul frigo bianco, cercando allo stesso tempo di tenere Zen sollevato. Vedo i frigoriferi muoversi e sento di perdere la presa. Ad un tratto vedo Dodi appoggiato ad un muro che non riconosco... il muro divisorio tra il nostro locale e la cantina a fianco è crollato per rivelare pochi gradini di scale che terminano all'altezza del nostro soffitto. Dodi dice alla Carly di spostarsi al suo fianco perché si è formato un piccolo gradino. La Carly si sposta e per un momento tira un sospiro di sollievo. Zen viene passato tra di noi sempre gridando e tremando di freddo. La mia paura è ora di soccombere tutti di ipotermia, i miei piedi scalzi sono ghiacciati. Dico al Dodi che se è d'accordo possiamo scappare dalla porta a sinistra della gelateria.

Poi vedo una mensola sopra di loro che funge da soffitto e gli dico se possiamo andare al piano di sopra. Lui ritiene di no. Poi mi indica il livello dell'acqua e mi accorgo che sta' miracolosamente scendendo. Vediamo il livello dell'acqua grazie alla riga di fango sui muri. Di colpo, dopo 10-15 minuti riesco a toccare per terra. Vedo il livello dell'acqua fuori dal negozio ed anche se sempre alto, la forza della piena e' notevolmente calata. Come se davvero fosse arrivato il miracolo che cercavamo, io e Carly gridiamo al Dodi di uscire e scappare attraverso la porta di sinistra. Il Dodi aderisce e esce appena per vedere se e' aperta. Mi chiede di passargli Zen, la Carly mi passa davanti e tutti in fila ci infiliamo nuotando nel portone. Sulla soglia mi giro verso la gelateria e il resto della strada e vedo uno scenario terribile.


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