BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

ILVA TARANTO/ Casson: la politica ha fallito, ora un accordo come a Marghera

InfoPhotoInfoPhoto

Questo è l'aspetto giuridico; diverso è invece l'aspetto politico della vicenda.

 

E' vero. Bisognerà adesso cercare di capire come fare a venire fuori da questa situazione, come fare innanzitutto a bonificare gli impianti e i siti e come procedere per consentire ai lavoratori di non perdere il posto di lavoro. 

 

Lei cosa ritiene vada fatto? 

 

Personalmente ritengo che lo spazio politico e sociale ci sia, bisogna però avere la buona volontà. Si cominci, per quanto riguarda i poteri pubblici, a imporre all'azienda e ai titolari di versare le somme necessarie per iniziare queste opere di bonifica, soldi che non hanno versato nel passato, nonostante gli accordi che avevano preso a livello locale anche con le autorità pubbliche.

 

Non bisogna dimenticarsi dei lavoratori, che rischiano di perdere il posto.

 

Dico proprio questo: l'intervento va fatto nell'ottica del lavoro degli operai. Sono convinto che, in queste situazioni, chi rischia di rimetterci è sempre l'anello debole e la parte debole in questo caso è certamente il lavoratore. Per aiutare il lavoratore bisogna che intervenga la politica, la quale politica, non bisogna dimenticare, ha una responsabilità enorme. Se si è arrivati a questa situazione è perché proprio la politica ha fallito nella sua opera, consentendo che si creasse una situazione del genere. E in questi casi a rimetterci è sempre l'anello più debole.

 

Sarà sufficiente?

 

Insieme alla parte politica, un grosso punto di domanda va rivolto agli organi investigativi e di controllo, perché per tanti anni hanno fatto molto poco rispetto a quanto andava fatto. Se si fosse intervenuti in maniera decisa venti o trenta anni fa, probabilmente non saremmo arrivati alla gravissima situazione attuale.

 

Come ritiene si stia comportando il ministro dell'Ambiente in questa situazione?

 

Credo che dovrebbe comportarsi in modo più laico. Non si può prendere posizione in un senso o nell'altro senza conoscere tutti i dati. Certamente il ministro questi dati li ha conosciuti prima di noi e, adesso  che li conosciamo anche noi e vediamo che vengono confermati, ci rendiamo conto che ci vuole un intervento deciso del governo. Non si tratta di tutelare una parte o un'altra: certamente il lavoro va tenuto presente come obbiettivo primario assoluto, però va anche tenuto presente che ci sono stati morti e che le morti continuerebbero se non si intervenisse. Quello che la politica non ha fatto fino a oggi, lo dovrebbe fare questo governo.