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Cronaca

TOMMASO MORO/ Lupi (Pdl): ci insegna una nuova "fedeltà al Re"

Maurizio Lupi (InfoPhoto)Maurizio Lupi (InfoPhoto)

Per amministrare bene una società ci vuole un’idea di società. Non basta, anche se è necessario, il pareggio di bilancio. La politica, anche quella economica, ha a che fare con la vita; e la vita è sviluppo, crescita, individuazione e promozione dei soggetti sociali che tengono vivo un Paese: le imprese, le famiglie, il welfare della sussidiarietà. Non basta la somma zero nei conti dello Stato. Zero più zero segnala un perfetto equilibrio… mortale. 
E la fede cosa c’entra?
C’entra non perché dà prescrizioni, perché detta le leggi. Il Papa, sempre in quel discorso, diceva che il ruolo della religione nel dibattito politico è quello di “aiutare nel purificare e nel gettare luce sull’applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi”. Questo per me vuol dire non una vaga ispirazione in certi valori ma il costante riferimento a un luogo, la Chiesa presente nella storia, in cui vengo continuamente educato. La creatività nel trovare soluzioni è affidata alla mia libertà e alla mia responsabilità; Tommaso Moro dimostrò di essere un grande giurista e un efficiente uomo di giustizia: da presidente del tribunale esaurì tutti i processi pendenti, e fu un fatto clamoroso anche allora. Come vede niente di nuovo sotto il sole. Ma vorrei riprendere il discorso da dove l’abbiamo iniziato, Tommaso Moro politico e santo ci aiuta a comprendere quello che oggi più ci serve: avere un luogo dove quotidianamente essere educati alla tensione ideale che sola può dare moralità alla politica.

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