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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 24 ottobre, viene celebrato Sant'Antonio Maria Claret

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Il 24 ottobre la Chiesa cattolica ricorda la figura di Sant'Antonio Maria Claret, nato a Sallent (Catalogna-Spagna) il 23 dicembre 1807 in una modesta famiglia di tessitori. Antonio venne sin da piccolo educato alla religione cristiana e, in età adolescenziale, espresse alla famiglia il desiderio di intraprendere la vita religiosa. E fu cosi, tanto che nel 1835, all’età di 28 anni, Antonio venne ordinato sacerdote. Nel 1839 si recò a Roma presso Propaganda Fide e chiese di poter diventare missionario. La sua richiesta non venne però accettata, così Antonio decise di entrare nell’ordine dei Gesuiti come novizio. Purtroppo poco tempo dopo il giovane si ammalò e fu costretto a far ritorno a casa, in Catalogna. Inizia così il suo lungo cammino di predicazione in tutta la Catalogna e le isole Canarie che poco a poco gli permise di raggiungere una grande popolarità fra la gente. Nel 1849 il Santo fondò l’ordine religioso dei Missionari Clarettiani che oggi opera in ben 65 paesi in tutto il mondo. Ben 51 clarettiani sono stati beatificati nel 1992 da Giovanni Paolo II e vengono ricordati come i Martiri di Barbastro uccisi durante la guerra civile spagnola dal 1936 al1939. Nel 1849 Antonio venne nominato arcivescovo della città di Santiago di Cuba, dove il santo si trovò ad affrontare quotidianamente gravi problemi non solo religiosi o morali ma anche sociali. Ben voluto da tutto il popolo, durante il suo incarico si occupò non solo di questioni religiose (riforma del clero e potenziamento del seminario), ma anche di questioni economiche come l’incremento e il sostegno all’agricoltura (creò una fattoria modello a Camagüey) e la creazione di una cassa di risparmio per ogni parrocchia. Il suo importante impegno civile nella difesa dei diritti umani lo portò presto ad avere dei nemici, tanto che ad Holguin subì un attentato in cui rimase gravemente ferito in volto. Richiamato a Madrid nel 1857 dalla regina, che lo volle nominare suo confessore personale, continuò la missione di predicatore in tutta la capitale. Partecipò a Roma al Concilio Vaticano I come strenuo sostenitore del Pontefice e visse gli ultimi suoi anni nel monastero di Fontfroide a Narbona. 



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