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Cronaca

IL CASO/ Due ragazze si baciano. Devono ritenersi, per questo, migliori?

L'ultima foto che fa il giro della rete ci arriva da Marsiglia, dove si è svolta una manifestazione contro la decisione di Hollande di parificare i diritti di tutti i cittadini. MONICA MONDO

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Faccio fatica a parlare di diritti degli omosessuali. Non perché la cosa non mi riguardi, o per disinteresse, o disprezzo. E’ che parlo più volentieri dei diritti delle persone in generale, e ritengo che per questo valga la pena discutere, litigare, battagliare in ogni modo. Gli uomini che amano gli uomini, le donne che amano le donne, sono persone, e devono avere gli stesi diritti di tutti, a prescindere dalle loro scelte. Non “più” diritti, gli stessi,  e come tutti, i loro diritti sono limitati dai diritti altrui, dalla libertà altrui.

Libertà di pensiero, di espressione, di fede, diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione… eccetera. Ma sposarsi, o avere un figlio, sono un diritto? Non sempre, ci sono condizioni che non lo permettono, situazioni che vengono vagliate con cura. Una ragazzina di 12 anni non può sposarsi, grazie a Dio, molti genitori non possono avere bambini e se ne fanno una ragione, né genitori con problematiche gravi possono accogliere ed educare un figlio. Ma se due persone convivono, spendono una vita di affetti insieme, condividono le giornate e le preoccupazioni, i soldi, è giusto che vengano tutelate quanto a pensione, eredità, informazioni sanitarie…? Penso di sì. E’ giusto che la loro unione si riconosciuta, ma non è un matrimonio. A che servirebbe un matrimonio, quando i “diritti” fossero garantiti come a tutti gli altri cittadini? Solo a una cosa: adottare un bambino, avere un figlio con le arti più strane della fecondazione eterologa.

E questo non è giusto, a meno di cambiare le costituzioni e decidere di stravolgere l’antropologia, la natura dell’uomo. E a meno di dimenticare i diritti dei bambini, che non parlano e non fanno manifestazioni, non gridano se per loro è la stessa cosa avere due padri  e due madri o un papà e una mamma, come tutti, come da sempre accade, come l’esperienza di migliaia di anni di storia dell’umanità dimostra. Appunto, ci tocca ascoltarli di più, avere con loro maggiori attenzioni e scrupoli.

Eppure, faccio fatica a parlare di diritti degli omosessuali. Perché questi discorsi, che sono ragionevoli e vanno ragionati, vengono strapazzati dai pregiudizi, dalle contrapposizioni ideologiche, da smanie di protagonismo e ottusità ataviche.