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CASO MELANIA REA/ Meluzzi: ergastolo a Parolisi? Così si è deciso di colpire anche la figlia...

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Non c'è una traccia della sua presenza sulla scena del delitto, non ci sono tracce di dna, non c'è una traccia di sangue sui vestiti di Parolisi neanche a casa sua, cosa rarissima nel caso di un omicidio con 33 coltellate. Non si trovano gli abiti di cui Parolisi si sarebbe disfatto scendendo da Ripa. Insomma, non c'è un elemento per poterlo condannare.

 

Perché allora l'ergastolo, secondo lei?

 

Parolisi è stato condannato per mille e una ragione: perché bugiardo, perché antipatico, perché traditore, per via anche della condotta processuale brevissima con il rito abbreviato. Perché in un processo con rito ordinario ci sarebbe stato il tempo di sviluppare le prove e dimostrare l'inconsistenza delle accuse. Mi viene da pensare che l'avvocato Biscotti, che conosco personalmente molto bene, abbia fatto la scelta del rito abbreviato perché vuol giocarsi tutto nel processo di appello. In ogni caso, vuol dire condannare una persona a cinque anni minimo di carcere dato che uno e mezzo lo ha già fatto e ne farà altri tre in attesa dell'appello.

 

C'è poi la negazione della patria potestà che apre il caso della figlia.

 

Infatti. Con la sentenza la bambina dopo aver perso la madre si è vista togliere anche il padre. Gettando inoltre sulla figura del padre una luce sinistra e cupa comunque vadano a finire le cose.

 

In che senso dice questo? I familiari di Melania Rea hanno detto che adesso dovranno dire alla bambina cosa è successo al padre. Secondo lo zio dovranno dirle che il padre adesso sta con le persone che hanno fatto cose cattive.

 

In questi casi le famiglie delle vittime hanno sempre delle ragioni, ma, come si dice, di ottime ragioni è lastricata la via dell'inferno. La partita che si è giocata sin dall'inizio sulla figura della bambina penso sia un cattivo esempio di come le famiglie italiane usino spesso i minori come possesso anziché come forma di bene e dono. In questa famiglia si è visto un atteggiamento anche comprensibilmente riparatorio in cui la morte di Melania doveva immediatamente essere riparata dalla presenza della figlia. Lo posso capire, ma certamente non posso sottoscrivere affermazioni come questa sul padre perché produce effetti psicologici molto negativi sul futuro psichico della bambina.

 

Manca una qualunque concessione a una possibilità di perdono.

 

Ci troviamo in una situazione in cui l'irrevocabilità di questo giudizio sul padre mi sembra del tutto fuori luogo, visto che ci sarà ancora il processo di appello. In cassazione poi queste pseudo prove prodotte oggi contro Parolisi non reggeranno una valutazione formale, visto che formalmente non c'è uno straccio di prova. Il caso è aperto e tendo a prevedere che avrà un esito simile a processi come quello di Perugia dove una frettolosa condanna emessa sull'onda di un'indignazione pubblica non potrà reggere a una valutazione fondata degli eventi.



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