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IL CASO/ Yousaf: la mia lotta contro la legge sulla blasfemia per tutte le Rimsha del Pakistan

Pubblicazione:mercoledì 3 ottobre 2012

Un attentato suicida in Pakistan Un attentato suicida in Pakistan

Un appello affinché il governo pakistano prenda serie misure per scoraggiare gli abusi nell’applicazione della legge sulla blasfemia, che ha portato nel vortice della carcerazione e di tante battaglie legali della 13enne Rimsha Masih. Il 17 ottobre ci sarà una nuova udienza, proprio mentre i grandi accusatori dell'Imam che ha trascinato in carcere Rimsha ritrattano le loro dichiarazioni, e questo potrebbe significare ancora un grande pericolo per la piccola cristiana. A lanciare questo appello, chiedendo anche una modifica della norma, è il giornalista musulmano Farooq Yousaf, direttore del Center for Research and Security Studies (Crss). Il centro di ricerca ha pubblicato un rapporto dal titolo “Leggi sulla blasfemia in Pakistan: una panoramica storica”, in cui si analizzano nel dettaglio tutti i casi in cui è stata applicata la norma dalla sua entrata in vigore a oggi. Ieri la notizia del ministro pakistano delle Ferrovie, che ha proposto di istituire una taglia sulla testa del regista del film contro Maometto ha fatto molto discutere, anche se il governo di Islamabad si è dissociato.

 

Quali misure vanno introdotte per evitare abusi nell’applicazione della legge sulla blasfemia?

 

Il Crss chiede una revisione della legge sulla blasfemia. Noi vogliamo un riesame dettagliato della norma per evitarne gli abusi da parte di persone animate da un progetto politico. La riforma deve includere lo svolgimento di indagini prima di accettare la denuncia, la quale può portare l’accusato al patibolo. Nessun processo deve essere istruito senza un’inchiesta accurata.

 

Lei è a favore di un’abolizione totale della legge sulla blasfemia?

 

Abolire la legge sulla blasfemia sarebbe impossibile in quanto la religione in Pakistan ha una forza dominante. L’esempio di Salman Taseer (il governatore del Punjab ucciso per avere difeso una donna accusata di blasfemia, Ndr) è un chiaro indicatore delle conseguenze che affronterebbe chiunque osasse parlare contro questa norma. Benché la maggioranza sia a favore di un cambiamento della legge, nessuno oserebbe esprimere le sue opinioni in pubblico in quanto temerebbe di fare la stessa fine di Taseer. E’ questo il motivo per cui è un imperativo sensibilizzare le masse rurali, la cui mentalità è in misura dominante di tipo religioso, contro gli abusi legati alle accuse di blasfemia. Solo allora si dovrà iniziare un processo per un cambiamento o una revisione della norma.

 

Perché il governo del Pakistan non ha ancora provato a cambiare questa legge ingiusta?

 

Come ho ricordato prima, Salman Taseer stava difendendo una donna “accusata” di blasfemia. Dal momento che aveva chiesto apertamente una revisione della legge, è finito nel mirino di una piccola formazione di estremisti che hanno accusato lo stesso Taseer di blasfemia (ispirandone così indirettamente gli assassini, Ndr). La buona volontà dell’attuale leadership politica del Pakistan non è quindi sufficiente per avviare un processo di cambiamento. L’attuale governo sta già affrontando enormi attacchi da parte dei partiti religiosi e delle masse. Ma considerato il potere legislativo di cui gode la sua maggioranza, potrebbe quantomeno avviare un processo di “revisione” se non proprio di cambiamento.

 

Quale può essere il ruolo dei leader religiosi moderati nel contrastare il fondamentalismo?


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