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HALLOWEEN/ Occultismo e zucche vuote: i cristiani possono riprendersi Ognissanti?

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Allora, di fronte a questa massiccia e capillare scristianizzazione del calendario, perché scandalizzarsi se Halloween va soppiantando Ognissanti? Forse, anziché stracciarsi le vesti e scagliare anatemi, i cristiani dovrebbero riprendersi ciò che è loro. In fondo il nome Halloween altro non è che la storpiatura americana del termine - in inglese di Irlanda - All Hollows' Eve: la vigilia di Ognissanti. Halloween quindi parte da una ortodossa festa cattolica, e finisce per storpiarla in una parodia del sacro. Una festa che possedeva anche il proprio giusto contorno di folklore, fatto di dolci preparati ad hoc, di zucche, di regali, caratteristiche tradizionali del nostro passato popolare. Nella saggezza popolare dunque si è sempre ritenuto che dei morti non bisogna avere paura, dal momento che essi  portano la vita.

Questa certezza emerge, oltre che dal folklore popolare, anche da qualche esempio letterario. Il più bel romanzo che sia stato scritto su Halloween, senza orrori e stregonerie, è  quello di cui è autore Charles Williams, scrittore cristiano inglese, amico di Tolkien e Lewis. Il titolo inglese, All Hallows' Eve, ci riporta al senso autentico di Ognissanti e della sua vigilia.

Il romanzo, attraverso il vagare per Londra la sera del 31 ottobre degli spiriti di due donne morte, esplora i significati della sofferenza umana e dell’empatia tra le persone, oltrepassando la barriera tra la vita e la morte, in un confronto dove la magia oscura soccombe di fronte all’Amore divino.

In conclusione, anche se l’attuale Halloween d’importazione americana è semplicemente una festività consumistica, svuotata di significato, buona solo per far fare il pieno alle discoteche, semplicemente un carnevale con un tocco di macabro, può essere comunque un’occasione da non perdere. Halloween va salvata: le va ridato tutto il suo antico significato, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita. Si faccia festa, dunque, ma spiegando chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l’avvicinarsi dell’inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Oratori, scuole, famiglie, si impegnino in modo positivo e perfino simpatico affinché i bambini vengano educati a considerar la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura.

Tutto ciò, magari anche sotto la forma del gioco, può essere frutto di profonda riflessione e, perché no, di conversione. In fondo, non c’è nessuno che di fronte alla morte non si senta di mettere in questione il proprio stile di vita, fosse pure per una volta all’anno, all’inizio di novembre.



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COMMENTI
31/10/2012 - Meglio il calcio! (Giuseppe Crippa)

Cara signora Claudia, se la sua nipotina è piccola, passi, ma degli adulti cristiani dovrebbero snobbare questa “americanata”… Comunque fortunatamente stasera c’è il campionato di calcio e molti avranno di meglio da fare!

 
31/10/2012 - Si tratta solo di uno scherzetto, la fede resta (claudia mazzola)

Anche la mia nipotina partecipa alla festa di Halloween mascherandosi e giocando. Del resto il giorno dei Santi e dei morti non sono divertenti, quindi è umanamente comprensibile. Comunque, per un cristiano, Halloween nulla toglie alle due carissime feste della Chiesa.

 
31/10/2012 - Satana (LUISA TAVECCHIA)

Halloween è una festa satanica. Punto. Con orgoglio i Cristiani devono recuperare il valore delle loro feste che sono pedagogiche, ci educano alla memoria. E mi si permetta, trovo scandaloso che in certe parrocchie/oratori si celebri la festa satanica. grazie