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Cronaca

CASO CUCCHI/ La sorella Ilaria: anche nella tragedia di Stefano c'è un disegno più grande

Ilaria Cucchi (Infophoto)Ilaria Cucchi (Infophoto)

Finora, posso dire con certezza che non ci sono state strumentalizzazioni. Abbiamo avuto la piena solidarietà da parte di tutti, a partire dalla gente comune e i mezzi di informazione senza i quali noi non saremmo andati da nessuna parte. Abbiamo ricevuto la solidarietà dal mondo politico da parte di entrambi gli schieramenti e sono molto grata al Presidente della Camera Fini per averci ricevuti e mostrato la sua vicinanza. Nessuno ha usato la morte di mio fratello per altri scopi.

 

Avete bisogno dell'eco dei media per ottenere giustizia?

 

Purtroppo, la giustizia non arriva spontaneamente o per caso. Noi abbiamo tutt'ora bisogno di fare annunci pubblici, apparizioni e gesti immensamente difficili dal punto di vista emotivo come mostrare la foto di Stefano martoriato dai lividi causati dalle botte.

 

Come vorrebbe che fosse ricordato Stefano?

 

Per ciò che era. Un ragazzo semplice che come molti suoi coetanei aveva commesso degli sbagli. Solo che lui li ha pagati con la vita. Vorrei che il suo nome fosse associato al cambiamento in atto che è iniziato quando sono state pubblicate le sue foto da morto. Sono convinta che nella coscienza di tutti quelli che hanno anche solo visto di sfuggita quegli scatti sia scattato qualcosa: un'indignazione e una rabbia che spinge al cambiamento.

 

Anche suo fratello era credente?

 

Sì, lo era. Pensi che negli ultimi giorni della sua vita, quando probabilmente si sentiva preso dalla disperazione ed era certo di morire da solo e senza l'affetto dei suoi cari, aveva chiesto una Bibbia. 

(Federica Ghizzardi)


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