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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 5 ottobre, viene ricordato il Beato Alberto Marvelli

Il giorno 5 ottobre la Chiesa Cattolica celebra il Beato Alberto Marvelli. Nato a Ferrara il 21 marzo 1918, Alberto Marvelli trascorse gran parte della propria vita a Rimini

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Il giorno 5 ottobre la Chiesa Cattolica celebra il Beato Alberto Marvelli. Nato a Ferrara il 21 marzo 1918, Alberto Marvelli trascorse gran parte della propria vita a Rimini, città che ben presto divenne anche il centro della sua grande opera. L’agiata famiglia presso cui nacque, di solida formazione cattolica, vi si trasferì già nel 1930. Oltre agli insegnamenti impartiti dalla famiglia, Alberto visse anche un’importante esperienza, sempre a Rimini, presso l’Oratorio Salesiano e nell’Azione Cattolica, dove fece le prime esperienze di apostolato. Nel 1941 si laureò in ingegneria presso l’Università di Bologna e per alcuni mesi lavorò alla Fiat di Torino. Nello stesso anno, però, in pieno periodo di guerra, fu chiamato prima a Trieste e poi a Treviso per prestare il servizio militare. Dopo essere stato congedato nel settembre 1944, Alberto tornò a Rimini, dove trovò una città purtroppo devastata da una guerra non ancora terminata. Proprio per questo, quando il conflitto finì, Alberto si dedicò tantissimo alla ricostruzione materiale e spirituale della città che fin da piccolo lo aveva accolto, ricoprendo inoltre diversi incarichi: inizialmente fu direttore dell’Ufficio Alloggi, poi assessore comunale, ingegnere del Genio Civile e membro della direzione cittadina della Democrazia Cristiana. Nel 1945 entrò invece a far parte della Società Operai del Getsemani, di cui fondò un reparto proprio nella città di Rimini. Gli incarichi che ricoprì e le straordinarie doti umane e spirituali che Alberto possedeva lo fecero ben presto conoscere e ben volere da tutti. Anche nell’apostolato diffuse sempre il suo grande carisma tramite numerose conferenze, dibattiti e discorsi che spesso teneva. Inoltre Alberto si rivolse sempre con grande passione nei confronti dei più bisognosi e degli emarginati, tanto che presto decise di istituire la cosiddetta “Messa del povero”, seguita da un pranzo in cui era lui stesso a servire i commensali. Si dedicò sempre molto generosamente nell’Italia devastata dal conflitto mondiale e partecipò attivamente alla vita politica ispirata ai principi cristiani, riscuotendo rispetto e stima dagli stessi avversari.