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VATILEAKS/ Tornielli: ecco perché il Papa potrebbe concedere la grazia al "corvo"

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Paolo Gabriele con Papa Benedetto XVI  Paolo Gabriele con Papa Benedetto XVI

Queste parole vanno messe in relazione con il fatto che durante il suo interrogatorio si era dichiarato innocente per il reato specifico, cioè quello di furto aggravato. Aveva però aggiunto: “Mi rendo conto di avere tradito la fiducia del Papa al quale guardo come a un padre”. Ha espresso quindi la consapevolezza del fatto che la sua azione abbia tradito Benedetto XVI. Ieri ha ripetuto che non si sente un ladro e che il suo movente era un altro.

 

E’ riuscito almeno in parte a convincere i magistrati vaticani?

 

Il presidente del Tribunale, Giuseppe Dalla Torre, nel dispositivo della sentenza ha dimostrato di tenere conto delle affermazioni di Paolo Gabriele, sottolineando che pur trattandosi di un comportamento erroneo, a causarlo non è stata la volontà di arricchirsi. Né il tribunale né la pubblica accusa hanno dunque messo in dubbio il movente manifestato da Paolo Gabriele. Non si può dire quindi che non ci sia il pentimento, ed è questo il motivo per cui ha ottenuto le attenuanti con la riduzione della pena a un anno e mezzo.

 

Può spiegare meglio qual è stato il movente di Gabriele?

 

Dal processo e da quanto conosciamo degli atti giudiziari, è emerso che l’ex maggiordomo ha sempre dichiarato che ciò che lo ha convinto a consegnare i documenti a Gianluigi Nuzzi è stata la volontà di provocare uno shock mediatico. Per Gabriele il Papa non era bene informato e dunque bisognava fare uscire questi documenti riguardanti pagine complicate, discusse o poco trasparenti della vita interna alla Santa Sede.

 

E quali sono state le conseguenze?

 

Se c’è una cosa che non ha aiutato il Papa è stato il caso Vatileaks, che al contrario lo ha fatto enormemente soffrire. Per la Santa Sede la vicenda ha avuto effetti negativi di vaste proporzioni, anche se il Papa emerge da quegli stessi documenti come una grande figura. Benedetto XVI però non è stato di certo aiutato dal fatto che il Vaticano sia apparso come un luogo nel quale non è rispettata neppure la privacy dello stesso Santo Padre, come pure dalla grande attenzione culminata con la pubblicazione del libro di Gianluigi Nuzzi.

 

(Pietro Vernizzi)



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