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SINODO/ La fede della Chiesa cerca l'entusiasmo di Benedetto

Pubblicazione:lunedì 8 ottobre 2012

Benedetto XVI (InfoPhoto) Benedetto XVI (InfoPhoto)

“Occorre esser attenti alla sua Fantasia” spiega, ripetendo quello che aveva detto pochi giorni prima a Loreto, dove era andato per porre il Sinodo sotto il Manto della Madonna, nel luogo dove ci sono i mattoni, le pareti, le finestre e la porta della casa dove visse Gesù con Maria e Giuseppe, dove un Dio Bambino giocava. Casa di Nazareth portata lì al tempo delle crociate dalla ricca Famiglia Angeli che aveva traffici marittimi con la Terra Santa, e che una devota tradizione poi trasformò negli alati messaggeri di Dio.

A Loreto Ratzinger aveva spiegato, rifacendosi al suo amato Sant’Agostino, che non tutto quello che è cattolico è dentro la Chiesa, come non tutto quello che è dentro la Chiesa è cattolico. Un invito velato rivolto ai vescovi che lavoreranno al Sinodo, ai tanti uditori, esperti, capi di Comunità e Movimenti, un modo per dirgli: non imbrigliate lo Spirito di Dio, non mettete i vostri preconcetti davanti alla realtà, siate attenti a guardare, a scrutare dove lo Spirito sta soffiando. Siate liberi, siate affamati. Se Dio c’è, opera.

Nuova Evangelizzazione: parlare di Dio, mostrare Dio che opera nella propria vita a un mondo distratto, a volte ostile. Questa la sfida, la sfida nuova che poi è quella di sempre, quella che si trovarono di fronte Pietro e Giovanni, Andrea e gli altri. Solo che allora era paradossalmente più facile: la novità era palese, viveva e vibrava. Adesso è come annebbiata sotto una coltre di abitudini, di secoli di non-passione, di strutture di potere.

Ratzinger incita, ha inventato questo appuntamento, il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, per dare alla Chiesa un mese per parlare di questo, per rifletterci insieme, soprattutto per ascoltarsi, cosa che non sempre avviene nella Chiesa, dove troppo spesso si è rinchiusi nel proprio “particolare”, incapaci di vero confronto. Questa è la vera sfida culturale. “Mostrate alle persone indifferenti o addirittura ostili la bellezza del Vangelo e della comunione” dice Ratzinger aprendo il Sinodo. “Mostrate questa bellezza ai credenti tiepidi, invitateli a vivere con gioia la fede, la speranza e la carità, a riscoprire il “gusto” della Parola di Dio e dei Sacramenti. Santi e sante fioriscono, la santità non conosce barriere culturali, sociali, politiche, religiose. Il suo linguaggio, quello dell’amore e della verità, è comprensibile a tutti gli uomini di buona volontà e li avvicina a Gesù Cristo, fonte inesauribile di vita nuova”.

Il Papa parla con l’entusiasmo di un ragazzino che incontra per la prima volta il cristianesimo, e per rimanere giovani servono 85 anni vissuti così.

Che spettacolo, se la Chiesa sapesse imparare da lui. Che spettacolo, se questo Sinodo servisse almeno a questo.

 



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