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TUTTI I SANTI/ Vorremmo essere come loro, ma chi ci aiuta?

Pubblicazione:giovedì 1 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 23 gennaio 2013, 14.12

Caravaggio, Vocazione di san Matteo (1599-600; immagine d'archivio) Caravaggio, Vocazione di san Matteo (1599-600; immagine d'archivio)

Strano concetto di libertà (dico questo per tutti quelli che credono che essere cattolici voglia dire avere le idee chiarissime, lampanti, a prova di bomba: no, abbiamo solo una  speranza e ci fidiamo dell’Unico che ha «parole di vita eterna»; tutti gli altri non hanno nemmeno quella). Dice sant’Agostino che «Colui che ti ha creato senza te, non ti salverà senza te». Agostino amava i giochi di parole latini, ma, tanto per cambiare, aveva messo il dito sulla piaga giusta. 

Certo, non è facile credere che il Dio cristiano sia un Padre amorevole e non un Tiranno capriccioso e sadico. Ma è appunto questa la sfida. Credere contro ogni apparenza. Roba da eroi. Ed è esattamente quello che Cristo è venuto a proporre: un eroismo di massa, per tutti. Sì, il cristiano è un eroe, e un eroe è un essere umano elevato all’ennesima potenza, quanto di meglio una persona possa fare di se stessa. Quando nasce un figlio, il padre in cuor suo sogna già cosa dovrà diventare nei suoi desiderata: un uomo a tutto tondo, professionista affermato, ricco e rispettato, padre a sua volta di figli bravi e buoni e belli e di successo, cioè nipoti che rallegrino la sua vecchiaia. Dio Padre sogna la stessa cosa: che le sue creature diventino eroi. 

Il padre terrestre cerca di dare al figlio, come può, i mezzi per riuscire a realizzarsi. Il Padre Eterno, proprio perché è Onnipotente, no. Ti dice di giocare con le carte che hai in mano, anche se hai una mano perdente. Anche se non hai nemmeno le carte. Anche se non hai nemmeno gli occhi per piangere. Ci ha assicurato che il gioco vale la candela. Ed è questa la «beata speranza» che distingue i cristiani dagli altri. Prima o poi passa la scena di questo mondo, per tutti, credenti e no. E si vedrà chi ha puntato sul cavallo giusto.

Intanto, ci affidiamo a Tutti i Santi, gli eroi che ci hanno preceduto nella traversata e, dice la Chiesa, sono disposti a darci una mano d’aiuto mentre nuotiamo. Dio li ha in gloria e possiede le loro anime (così scrivevano sulle tombe di quelli che avevano lavorato alle cattedrali). Sono loro i veri fratelli maggiori, quelli che ce l’hanno fatta. E possono mettere una buona parola per noi presso il Trono di Dio.



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