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Cronaca

IL CASO/ Il milionario Lehmkuhl: ti prego Merkel, tassami di più

E' finita la festa di Obama (InfoPhoto)E' finita la festa di Obama (InfoPhoto)

La ricchezza dei benestanti e la povertà degli indigenti sono profondamente correlate così come il debito pubblico e la ricchezza privata. Ciò non è dovuto principalmente ai meriti e agli sforzi dei ricchi, quanto piuttosto alle regole che sono cambiate in loro favore. I guadagni da capitali costituiscono rendite senza sforzo, e la maggior parte dei ricavi dei super ricchi sono ereditari e provengono da questa fonte. Questa situazione è dovuta dunque al fallimento dei politici nel distribuire la ricchezza in un modo più equo.

 

Com’è invece la distribuzione dei patrimoni in Germania?

 

La concentrazione della ricchezza è ancora più elevata. L’1% delle persone più ricche possiede il 35% della ricchezza totale in Germania, pari a circa il debito pubblico totale da 2.100 miliardi di euro. Queste cifre non includono i patrimoni nei paradisi fiscali che secondo un recente studio di Tx Justice Networks (un’organizzazione inglese indipendente, Ndr) è stimata dagli esperti del valore tra 21 e 32mila miliardi in tutto il mondo. Per contrastare l’ineguaglianza abbiamo bisogno di un insieme ben bilanciato di tasse più elevate sui patrimoni, un aumento delle aliquote per i redditi più elevati, una tassa su chi trasferisce i capitali e una tassa sulle transazioni finanziarie. Occorrono drastiche misure contro l’evasione fiscale e le frodi fiscali. Servono risposte su come possiamo ridurre il gap crescente nei redditi tra i ricchi e l’ampia maggioranza delle persone.

 

Quali risposte ha in mente?

 

Oltre alla redistribuzione attraverso le tasse va modificata la distribuzione primaria dei redditi. E’ normale che le grandi fortune continuino a crescere automaticamente. Dovremmo correggere questa tendenza se vogliamo una società più giusta. Una solida evidenza scientifica mostra che l’impatto negativo proprio dell’ineguaglianza sul tessuto sociale. Non possiamo ignorare la correlazione tra l’ineguaglianza, diversi problemi sociali e i costi economici che ne conseguono. In particolare, il peggioramento della salute fisica e mentale, l’incremento dei tassi di violenza, crimini e detenuti, una minore fiducia e coesione sociale, un peggioramento dell’educazione e una maggiore instabilità economica. Nessuno ragionevolmente può volere questo.

 

Quanta ineguaglianza è tollerabile in una società?

 

E’ in corso un dibattito sui limiti dell’ineguaglianza, sul reddito e sul benessere. L’economista austriaco Christian Felber, per esempio, suggerisce di limitare i redditi più alti a 20 volte il salario minimo e i patrimoni a 10 milioni di dollari, tassando al 100% chi supera questa soglia. Il suo principale argomento è che “il più grande fallimento del mercato è l’ingiusta e irrazionale valutazione della performance”. Non concordo del tutto con le sue cifre, ma devo a mia volta confrontarmi con domande come la seguente: “Quanto può bastarmi? Qual è l’elemento costitutivo di una buona vita? Che cosa serve al bene comune e che cosa rappresenta invece solo l’interesse di pochi privilegiati?”.

 

In che modo andrebbero reinvestiti i proventi delle nuove tasse?