BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ADOZIONI GAY/ I genitori A e B, il pensiero unico e l'arroganza del potere

Pubblicazione:

Manifestazione LGBT a San Francisco (InfoPhoto)  Manifestazione LGBT a San Francisco (InfoPhoto)

Sembra proprio che, al di là della crisi economica tutt’altro che prossima a risolversi, il tema principale al centro del dibattito politico internazionale sia rappresentato dalle nozze gay e dalle adozioni degli omosessuali. Se ne parla negli Usa, dove a fronte di una proposta di legge a favore, si sollevano i referendum popolari contrari; se ne parla in Spagna dove il governo Rajoy non è riuscito a modificare le leggi promulgate da Zapatero, nonostante la visibile e concreta contrarietà di una larga parte della pubblica opinione; se ne parla in Francia, dove Hollande preme per mantenere le sue promesse elettorali entro la fine dell’anno. Ne parlano tutti coloro che cercano di accelerare il processo di approvazione, facendo leva su di una diffusa convinzione: un gran numero di persone intende la rivendicazione del matrimonio omosessuale come un passo avanti nella lotta contro l’ingiustizia e la discriminazione, così come quella condotta contro il razzismo. 

Ora, non c’è dubbio che la cultura e la civiltà di un popolo si misurino anche e soprattutto dalla lotta contro l’ingiustizia e la discriminazione, e per questo anche gli omosessuali, al pari di tutti gli altri cittadini, vadano protetti e tutelati dal rischio della violenza, fosse pure soltanto la violenza verbale, o quella più sottile ed insidiosa come la violenza psicologica. Il No alla violenza e alla discriminazione vanno quindi ribaditi con forza e un’accresciuta sensibilità deve condurre tutti noi ad una piena accettazione della diversità, ad un approccio inclusivo che tenga conto delle peculiarità di ognuno, per consentirgli un pieno sviluppo della sua personalità. È quanto compete all’impegno politico e sociale quando afferma di volere riconoscere i diritti individuali di ognuno di noi. 

Ma le nozze gay, l’adozione degli omosessuali sono per noi altra cosa. Non si tratta di un diritto individuale, ma di un diritto che investe la peculiarità di relazioni che da sempre sono state percepite in modo diverso dalla nostra cultura e da nostro diritto e che ora – se approvate - rappresenterebbero un fattore di cambiamento così radicale da esigere un’attenta valutazione delle sue conseguenze. In nome del principio di uguaglianza e nella logica di una modernità che impone un costante e continuo processo di adattamento a nuovi modelli comportamentali, si chiede di mettere in discussione uno dei fondamenti della nostra società. Bernheim, gran rabbino di Francia, scrivendo una lunga ed articolata lettera ad Hollande, ha messo in evidenza come il vero scopo che sta dietro questa legge non è l’uguaglianza ma la cancellazione di ogni differenza sessuale.

A detta di molti la teoria del Gender costituisce la premessa culturale su cui si innesta la richiesta della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ndr) che va però oltre i confini della comunità omosessuale e appare sorprendentemente capillare e diffusa. Nella teoria del Gender le differenze sessuali perdono di specificità e l’orientamento sessuale non è più marcato dalla differenza oggettiva, con tutto il suo complesso bagaglio di fattori biologici, ma è definito dalla sfera della soggettività, dal desiderio dell’individuo che sceglie in autonomia il proprio orientamento sessuale. 



  PAG. SUCC. >