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PAPA/ Quel tè con Benedetto e la riscoperta che la vita è buona

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“Quell’incontro tra il dito di dio e il dito dell’uomo”, aveva detto Ratzinger qualche giorno prima, sotto le volte della cappella Sistina, 500 anni esatti dopo la sua inaugurazione, alzando una mano verso l’alto, con un dito teso, proprio come era ritratto lì sopra Adamo che stende la mano verso il dito di Dio che dà vita e senso “mostra con evidenza che il mondo non è il prodotto dell’oscurità, del caos e dell’assurdo, ma deriva da un atto d’amore: Dio è in rapporto con la sua creature”. E oggi, qui sono le mani le protagoniste. Per tutto il tempo intrecciate, le mani di Benedetto XVI e quelle degli anziani che visita. Mani di un uomo che incontra uomini e donne, mani di un Papa che stringe mani di quelli che Dio gli ha donato come figli, anche se sono più anziani.

Come Enrichetta, che di anni ne ha 91 e aveva già sei anni, quando Ratzinger è nato, in una nazione lontana. Ora le loro strade si intrecciano, qui in una casa del Gianicolo. Lo saluta a nome della comunità: “Ho imparato tante cose dall'amicizia con tanti giovani e non giovani come l'aiutare chi e' piu' debole di me - gli dice -. Ho imparato a difendere la vita, anzitutto quella degli anziani abbandonati dalle loro famiglie, andandoli a trovare nei loro istituti e lottando con la Comunità per loro. Non mi sento inutile. Negli anni non mangio più tanto, ma la preghiera è il mio alimento principale”. 

Il Papa incontra Attilia, che di anni ne ha più di cento. Ratzinger, come un nipotino, stringe anche a lei le mani tra le sue, poi entra nella stanza di due donne di 90 anni. “Hanno perso marito e figlio”, gli dicono, “e sono venute da noi”. Benedetto segna loro la fronte, con un segno di croce. Gli presentano Maria, che è nata a Sotto il Monte, il paese di Roncalli. “Lei ha conosciuto Papa Giovanni XXII, allora”, gli dice Ratzinger . “Sì”, risponde Maria, seduta in una sedia e con i tubi che gli entrano nel naso. “Da tre anni fa alimentazione assistita” gli dice una assistente della casa, “ma è felice”. E il Papa: “Sì, perché ci sono le vostre mani buone”. Maria annuisce.

Mani buone, quelle dei volontari - giovani, di mezza età e anche anziani - che aiutano questi vecchi ad affrontare la vita. A mantenerne la dignità, in qualsiasi condizione. C’è una famiglia di Haiti. Con lo Tsunami hanno perso tutto, anche tutti i parenti, non gli è rimasto nulla. Ma hanno incontrato uomini afferrati da Cristo, che hanno afferrato anche loro, e li hanno portati qui, dove ci sono mani buone. 



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