BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCONTRI DI PIAZZA/ Dove poggia la nostra speranza?

Scontri a Roma nella giornata di ieri (InfoPhoto) Scontri a Roma nella giornata di ieri (InfoPhoto)

Insegnare la dinamica dei cambiamenti nel lavoro e la continua necessità di adeguarsi al cambiamento, sapendo modellare il proposito personale alle occasioni che si pongono. Una scuola dove si insegna a entrare nella varie attività con un elevato senso della relazione fra diritti e doveri, non con le rigidità dell’autoaffermazione dei diritti, ma con la disponibilità a riproporsi secondo la fluidità dei progressi tecnologici e delle dinamiche di mercato. In questo modo si può motivare la spesa alta nell’istruzione, perché da li si prepara il cambiamento.
Fra dipendenti pubblici si dovrà comprendere che l’innovazione informatica rende possibile una larga riduzione del personale. E la difesa del diritto ala lavoro deve assumere l’intelligenza delle proposte di formazione professionale e di cambiamento dei mestieri.
Nella crisi dei consumi si apre tutta la riflessione sui difetti del consumismo esasperato, e sulla necessità di vivere meglio consumando in modo intelligente, in relazione con i contesti ambientali e gli equilibri delle risorse.
Nelle generazioni diverse, giovani e vecchi, nel mondo del lavoro, si pongono le riflessioni connesse con il poter lavorare tutti, il che vuol dire usare meglio le risorse del territorio e le risorse umane.
Insomma è veramente necessario un confronto responsabile delle parti, che può avvenire solo se si passa dalla cultura del cittadino e dei diritti di cittadinanza, alla cultura della libertà della persona, che ha le adeguate occasioni per dare il meglio di sé. La speranza è in questo ritorno alla centralità della persona, ovvero alla irriducibile creatura in ognuno di noi. 
Uno sguardo così ci coinvolge tutti, ognuno si deve domandare dove poggia la speranza. In definitiva è una preghiera: Tu che mi generi come essere umano aiutami a compiermi secondo la mia personalità, perché possa essere utile ai miei simili.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
15/11/2012 - La Speranza non muore mai finchè ci sono scontri. (claudia mazzola)

La mia speranza poggia sul fatto che gli scontri ci sono da che esiste il mondo, ed io ci sono lo stesso, quindi ci saranno lo stesso anche quelli dopo di me. E comunque la Speranza è l'ultima a morire perchè si fa sempre nuova!

 
15/11/2012 - Speranza e Commissione (Diego Perna)

La speranza non mi pare sia mai stato argomento di iniziative della commissione europea, che come Lei dice ha sospinto i governi a quelle misure che hanno come conseguenza quello di pesare maggiormente anzi, direi totalmente sul popolo, e non sulla classe dirigente, quest'ultima, che forma anche la CE non potrebbe trovare le soluzioni al benessere della gente comune, se avesse anch'essa il problema di come pagare le bollette o di trovare i soldi per la spesa. E cosi non si vede mai neppure un benché minimo segnale di rinuncia a nessun privilegio, di solito per questa categoria la riduzione dello stipendio, o della pensione, è incostituzionale. Gli studenti e i disoccupati allora protestano e i poliziotti li manganellano,sia per difendersi, sia perchè così è chiesto loro di fare per rassicurare mercati. Grillo, ha tanti consensi e 15 deputati all'assemblea siciliana e cosi Cancelleri rinuncia a 1,5 mln di rimborsi elettorali, ci si può fare altro di meglio, e anche citando Pasolini a sproposito, come tanti errori hanno commesso i politici che abbiamo tutti votato, fidandoci di loro, Grillo non è il male peggiore. Però capire se la commissione europea lavora per il popolo, vedi Grecia, o lavora per altro, e se i governi lavorano per il popolo o per altro sarebbe opportuno capirlo per decidere da quale parte stare,anche, se mi permette, umanamente parlando, quando andremo nuovamente a votare. Buona Giornata