BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Incinta del padre, tiene il bambino per ricominciare a vivere

Pubblicazione:

infoPhoto  infoPhoto

Davanti allo stupro di un padre nei confronti di sua figlia, nessun delitto di mafia appare più incomprensibile e orribile (e ci si chiede come mai il nostro codice penale, articolo 564, ancora punisca l’incesto con condanne risibili, da 1 a 5 anni di carcere. Una norma che dovrebbe suscitare la vergogna del nostro sistema giudiziario).

C’è poi la vicenda del bambino, ostinatamente voluto contro la volontà della famiglia, un nido di amore e tenerezza trasformato in una gabbia oppressiva. E’ un’eroina, la giovane vittima palermitana, una santa? Non avrebbe fatto meglio ad abortire, e ricrearsi una vita serena, lontano dal padre orco? Siamo certi che per la mentalità comune questa sarebbe stata la soluzione più semplice, e ragionevole. E non potremmo giudicarla, se avesse scelto diversamente, liberamente. Ci sono anime così distrutte che nessuna colpa può essere loro imputata, neppure l’omicidio di un bimbo. Nessuna battaglia pro life avrebbe potuto varcare la soglia di una coscienza così ferita. Ma forse la ragazza di Palermo ha sentito che le memorie non si allontanano, non ci si libera dagli incubi strappandosi la propria carne, sventrandosi le viscere. Per salvarsi, non doveva essere sola. Per salvarsi, doveva saper guardare il suo bimbo, e ricominciare a vivere, per lui, per quell’unica ricostituita vera famiglia, lontano, tra uomini buoni e donne amorevoli, capaci di darle il bene che mai, mai aveva provato.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.