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IL CASO/ Via il segno di croce da un asilo del Trentino? Il buon senso dice no

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Con la forza e la cura con cui sostenete l’appartenenza a una minoranza etnica e fate valere i vostri diritti, così come insegnate il ladino ai bambini, altrettanto fortemente e appassionatamente difendete il vostro cristianesimo.

Ma il vostro cristianesimo non si riconduca alla vostra tradizione: alcune tradizioni non sono poi così difendibili, né perpetuabili o mantenibili; possono solo essere dei bei ricordi.

Cristo non può correre questo rischio: Lui ha chiesto ai vostri padri il loro “sì” e lo stesso fa con noi adesso. Credere in Cristo non può essere solo una scelta “tradizionale”, cioè tramandata dagli antenati.

Lui ci pretende di persona, Lui ci chiama uno a uno, Lui ci vuole qui e ora.

È per questo che Ci serve. 

Ci serve qui e ora, domani e per sempre. A me, a mio figlio.

A noi serve la Sua Compagnia presente, il Suo pane quotidiano e la vita eterna.

È attraverso Lui che rivedrò mio padre: si chiama Resurrezione della Carne.

 

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COMMENTI
02/11/2012 - Zucche...Crocifissi (LUISA TAVECCHIA)

Dalle zucche ai crocifissi!!! La differenza sta tutta qui. Chi vuol vedere e vuol capire lo faccia, altrimenti continuare a guardare la vita come una zucca vuota. Toglieranno i crocefissi, il presepe, l'ultima in una scuola di Trento dove vogliono proibire le preghiere e il segno della croce ai bimbi, i genitori hanno promosso una sommossa ..cosi si fa!!!! Beh! Noi ci teniamo la cappella Sistina, visto che ieri è stata la ricorrenza del n 500 anniversario e loro le zucche vuote. Non possiamo aver paura di zucche vuote! grazie sempre luisa