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ADOZIONI GAY/ Quella trappola dello scontro cattolici-non cattolici che offusca la ragione

Francois Hollande (InfoPhoto) Francois Hollande (InfoPhoto)

Forti le analogie, pur nelle differenze di storia e orientamenti culturali, con il nostro Family Day e con la campagna referendaria del 2005, sulla legge 40: due eventi unici, nella storia italiana, vincenti proprio per la capacità inclusiva dei cattolici, che li avevano promossi e che hanno combattuto accanto a laici di ogni orientamento culturale e schieramento politico, con serie preoccupazioni sulle visioni antropologiche che accompagnano alcuni sviluppi delle tecnoscienze. E’ stata questa alleanza fra laici e cattolici a vincere il referendum sulla legge sulla procreazione medicalmente assistita, che solo certa magistratura sta cercando goffamente, di attaccare – ma senza risultato, al contrario di quanto scrivono alcuni giornali, gli stessi usciti sconfitti allora dal confronto referendario – ed è stata questa alleanza a scendere in Piazza S. Giovanni a favore del matrimonio, nella grande manifestazione del Family Day.

Non si deve cadere nella trappola dello scontro cattolici-non cattolici: ad essere in gioco non sono dogmi di fede, ma le evidenze basilari della nostra natura umana, comuni a tutti, come ad esempio il fatto che i bambini nascono da un uomo e da una donna.

Non  a caso gli scontri  riportati con ampia risonanza dalle pagine di cronaca sono stati registrati invece durante la seconda manifestazione francese, il 18 novembre, organizzata sostanzialmente da cattolici che fanno riferimento a “Civitas”, associazione di area conservatrice, nei confronti della quale è stato più facile dar luogo a provocazioni. Gli avvenimenti francesi, insomma, stanno riproponendo, pur in tutt’altro contesto storico e culturale, quelle alleanze che si sono rivelate vincenti in Italia negli anni passati, e che soprattutto hanno mostrato che certe derive antropologiche non sono “inevitabili” come invece si vorrebbe far credere.

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