BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

WELFARE/ Vittadini: dal Governo un passo indietro

InfoPhotoInfoPhoto

Mettendo tra parentesi la specificità del soggetto erogatore di servizi si perde la capacità di affrontare concretamente le situazioni di difficoltà con cui ci si trova a fare i conti. Se non si tengono in forte considerazione tutti i soggetti che di fatto già operano con successo nel sistema di welfare – utenti, enti profit, realtà non profit, apparato pubblico, etc. – il rischio è quello di implementare misure che non rispondano alle reali esigenze della società. Che senso ha far riferimento al senso civico o al principio di cittadinanza - che sono fondamentalmente le idee che stanno alla base di tutti i sistemi di welfare esistenti - se questi sono slegati dalle motivazioni, dai valori e dalle ragioni ideali dei soggetti che compongono la società? Allo stesso modo, come si può pensare di rinnovare il sistema di welfare se non si tengono in considerazione le reali capacità dei soggetti pubblici di rispondere alle esigenze provenienti dalla società civile?

Se guardiamo all’Italia si capisce bene come determinati soggetti, al di là delle teorie e dei modelli contingenti, abbiano contribuito a rispondere alle grandi crisi che hanno contraddistinto la nostra storia. In periodi molto difficoltosi (dopo l’Unità d’Italia, nel corso della crisi del ’29, nel periodo della ricostruzione post-bellica) sono nate realtà – come cooperative, reti di solidarietà o associazioni di mutuo soccorso - che hanno risposto in maniera innovativa alle sfide del loro tempo. Non perché ne sia stata prevista la costituzione a tavolino, ma perché hanno fatto i conti con le circostanze e hanno cercato di rispondervi, generando una diversità non riconducibile semplicemente a una regola economica o a un meccanismo legislativo. Pensiamo alla formazione professionale che ha permesso, grazie all’esperienza dei salesiani, delle Acli e del mondo sindacale, lo sviluppo di tante realtà importanti. Queste sono nate anzitutto da un movimento ideale, dalla volontà di rispondere positivamente alle circostanze contingenti, e non da regole scritte dallo Stato o imposte dal sistema economico.

Nella costruzione del welfare non possiamo quindi pensare che schemi meccanicistici possano rendere indipendentemente dai soggetti che sono direttamente coinvolti nella strutturazione del sistema. E se partiamo dal presupposto che alla base debba esserci un soggetto idealmente motivato non possiamo prescindere dalla necessità di una ripresa che sia anzitutto etica e culturale. Mettere a tema il soggetto, dunque, non significa fare un discorso filosofico o utopistico, ma vuol dire guardare a un fattore concreto e fondamentale per comprendere come può cambiare un sistema che non funziona.

Ma da cosa passa la valorizzazione di questi soggetti? In particolare dal lato dell’offerta, come è possibile capire quali siano le esperienze positive che possono diventare un modello per il sistema?


COMMENTI
20/11/2012 - UNA GENIALITA' ALL'OPERA (Gianni MEREGHETTI)

E' una genialità all'opera quella documentata dall'articolo del prof. Vittadini, una genialità che trova la sua forza dentro la realtà, in un rapporto a campo aperto con il reale che supera ogni angolatura ideologica. E così mentre le retroguardie di una società in subbuglio si soffermano su vecchi schemi ideologici e riportano il dibattito tra pubblico e privato come se il problema fosse promuovere lo stato contro ciò che fanno i privati, Vittadini fa una osservazione semplice, che la questione seria di una ripresa è non perdersi nel dibattito ideologico, ma individuare e valorizzare chi agisce con efficacia. Che cosa interessa? Che ci sia l'etichetta dello stato? O che un servizio sia di qualità? Che una scuola educhi, che un ospedale abbia dei reparti capaci di operare nel loro ambito? Bisogna che la gente-gente decida, se continuare a discutere su pubblico o privato, oppure se finalmente fare il salto sulla nave veloce della modernità, quella che non sta a guardare chi presta un servizio ma se lo fa in modo efficace e con una prestazione di qualità. E' tempo di guardare alla realtà!