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WELFARE/ Vittadini: dal Governo un passo indietro

Pubblicazione:martedì 20 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 27 novembre 2012, 14.56

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Recentemente si è parlato molto della necessità di un nuovo senso civico, il quale tuttavia non può essere ridotto a un rinnovamento meramente morale. Il senso civico si forma, come detto, attraverso un maggior grado di informazioni e notizie di esempi virtuosi di costruzione di bene comune, che possano permettere all’utente di capire l’importanza dei servizi che gli sono garantiti e le relative responsabilità che essi comportano.
Il consenso informato attualmente presente negli ospedali italiani fino a dieci anni fa non esisteva. Oggi invece la struttura ospedaliera prima di qualsiasi intervento deve spiegare al paziente cosa comporti una certa operazione, e il paziente a sua volta deve affermare il proprio consenso assumendosi quindi la responsabilità di aver compreso le possibili conseguenze. Questa è la strada da seguire, per quanto lunga possa essere. Sono misure fondamentali, che permettono di esercitare scelte coscienti e che portano alla responsabilizzazione sia dell’utente che dell’erogatore.

Il dibattito ideologico in cui siamo tuttora imprigionati, che nella maggior parte dei casi si fonda sull’assunto “il pubblico è buono, il privato è cattivo” e viceversa, impedisce alla gente di ragionare. E’ necessario andare oltre queste divisioni, questi preconcetti! In questo senso un fattore di educazione importante può venire anche da internet: sulla rete le informazioni sono a disposizione di tutti, e uno invece di andare a usufruire di un servizio senza avere alcuna idea in questo modo può iniziare a capire se quel servizio fa o meno per lui. Io, come professore, attualmente inserisco tutte le mie pubblicazioni su internet, cosa che dieci o quindici anni fa neanche si poteva immaginare. Uno studente ora può andare sulla mia pagina e capire cosa faccio, di cosa mi occupo, e decidere se vale la pena entrare in rapporto con me. E’ una cosa banale, ma quando io ero studente questa cosa era assolutamente impensabile.

A mio modo di vedere col tempo l’educazione crescerà, a patto che si decida di seguire un percorso che sia attento alle esigenze dei soggetti. Per attivare politiche che veramente facciano il bene dei cittadini non basta prendere una teoria, una regola, e applicarla. Bisogna avere coscienza della realtà su cui si va ad operare e superare quei meccanicismi che, ancora adesso, ci portano a pensare a priori che una cosa sia buona o cattiva senza neanche averla sperimentata.
Mi viene tuttavia il dubbio che in alcuni casi, ne ha fatto cenno anche Lei parlando delle scelte sanitarie dei cittadini lombardi, il cittadino non abbia né la necessità né l’interesse a scegliere tra diverse offerte. Spesso, anche se la qualità del servizio di cui gode non è particolarmente elevata, il cittadino preferisce usufruire di quanto ha a disposizione piuttosto che operare una ricerca, una valutazione e una scelta sistematica di altre possibilità.

Come dunque capire quale sia l’approccio migliore ai rischi e bisogni degli utenti? E quali attori possono contribuire alla creazione di risposte adeguate ad essi?

 


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COMMENTI
20/11/2012 - UNA GENIALITA' ALL'OPERA (Gianni MEREGHETTI)

E' una genialità all'opera quella documentata dall'articolo del prof. Vittadini, una genialità che trova la sua forza dentro la realtà, in un rapporto a campo aperto con il reale che supera ogni angolatura ideologica. E così mentre le retroguardie di una società in subbuglio si soffermano su vecchi schemi ideologici e riportano il dibattito tra pubblico e privato come se il problema fosse promuovere lo stato contro ciò che fanno i privati, Vittadini fa una osservazione semplice, che la questione seria di una ripresa è non perdersi nel dibattito ideologico, ma individuare e valorizzare chi agisce con efficacia. Che cosa interessa? Che ci sia l'etichetta dello stato? O che un servizio sia di qualità? Che una scuola educhi, che un ospedale abbia dei reparti capaci di operare nel loro ambito? Bisogna che la gente-gente decida, se continuare a discutere su pubblico o privato, oppure se finalmente fare il salto sulla nave veloce della modernità, quella che non sta a guardare chi presta un servizio ma se lo fa in modo efficace e con una prestazione di qualità. E' tempo di guardare alla realtà!