BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TERRITORI/ A volte basta un cappone per esprimere l'identità di un popolo

Pubblicazione:

Foto di Sarah Scaparone (particolare)  Foto di Sarah Scaparone (particolare)

San Damiamo d'Asti è un paese che si staglia su una maestosa collina a fare da spartiacque tra il Monferrato e il Roero. Ieri mattina in una sala del Comune gremita di gente, sei cuochi hanno provato a interpretare la gloria locale: il cappone (nella foto di Sarah Scaparone). Lo hanno fatto accostandovi acciughe, funghi, tartufi e castagne, come soleva fare quando si avvicinava il Natale il grande Guido di Costigliole. È stata una festa intorno a una prodotto identitario e quando sono uscito sulla piazza, mi ha fatto tenerezza vedere i ragazzini che giocavano a calcio. Hanno messo i loro cappotti per terra per fare le porte e poi si sono sfidati tirando qualche calcio al pallone. Ma lo sapranno - mi sono chiesto mentre entravo nel bar Sacco col pavimento in cotto antico - che tutto trama contro il loro futuro e il loro paese? Probabilmente non lo sanno e non lo sapranno ancora per molto, ma forse un giorno, tra una decina d'anni, uno di loro, magari quello che ha parato un tiro diretto, farà il sindaco del paese. Sì, un paese che sarà accorpato con altri Comuni e dove gli abitanti avranno la pelle di diversi colori.
I sindaci dei paesi sono dei volontari, degli eroi di questi tempi, che hanno accettato di caricarsi il peso di tante grane per far vivere la scuola, la casa di riposo, la polisportiva. Tutte cose e servizi che non interessano al "Patto di stabilità", ma senza le quali il luogo dove questi ragazzi oggi si riconoscono, vivono, si innamorano, sarebbe impoverito.
“Lasciate stare i Comuni”, mi verrebbe da dire al signor Monti. L'effetto "salvatore della patria" sta andando esaurendosi, avendo deciso di usare l'accetta per esasperare quella che è la politica reale (un po' diversa dai partiti senza un'identità) portando sul precipizio le comunità dei sindaci e dei paesi.
Anche le province si stanno muovendo per non farsi dimenticare. Non parlo delle province intese come enti, ma come comunità identitarie. Ad Asti un gruppo di amici ha inventato un giornale, per esprimere il proprio sentire, l'appartenenza astigiana che nessun atto politico potrà mai cancellare. Queste sono le cose vere, sono atti di unione reale. E queste soltanto rischiano d'essere azioni di vera politica.
Domani a Genova si apre il 1° Salone delle Identità Territoriali. Tre giorni in Fiera, con 200 Comuni che metteranno in mostra i loro beni identitari, molto spesso legati a un cibo, a un prodotto o a una ricetta. Tre giorni per dire che la parola patria la si capisce dalla prossimità.


  PAG. SUCC. >