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COLLETTA ALIMENTARE/ Se un supermercato fa più "rumore" di un corteo

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La Colletta alimentare  La Colletta alimentare

Dunque, studenti, perché protestate? Contro il governo, questo o un altro, conta poco. Contro la privatizzazione della scuola. Che non c’è, non ci sarà. Contro i soldi alle private. Magari, si tratta sempre di quei 200 milioni stabilito per legge, che a tira e molla vengono elargiti e ritolti, reinseriti in codicilli ai decreti e nuovamente, stranamente dimenticati. Come se fossero milioni e milioni. Servono però sempre, a rimarcare la soggezione della nostra classe politica ai cattolici, che pretendono di imporre privilegi  anacronistici e ingiusti, naturalmente.

Contro i tagli alla scuola: sacrosanto, e qualche problema coi tecnici che vengono dall’accademia c’è. Tagli pochi, nella farraginosa macchina degli apparati statali, (non solo i politici, ma le partecipate eccetera eccetera), a pioggia in due campi, sanità e istruzione, che solo in casi estremi dovrebbero essere toccati. Qualcuno poi spieghi a queste anime candide, studenti, insegnanti, professori, che dovranno pur chiedere il conto ai partiti, ai sindacati, a chi li ha illusi col posto garantito con un pezzo di laurea in mano, creando eserciti di precari impossibili da piazzare, e che forse non si devono piazzare, se non assicurandosi di una preparazione non sempre così seria e accurata. 

Contro la polizia: nessuno ha fatto leggere a scuola Pasolini, evidentemente. E ragionare sulla pretesa che i poliziotti tra i loro doveri abbiano quello di prendersi sassate e caschi in testa, senza reagire.

Contro Israele, e qui ci si smarrisce, per l’ignoranza, e  le menzogne dell’ideologia. Ma allora, voi che credete pacificamente di esprimere un disagio, voi docenti e ragazzi, che puntate sull’educazione, che chiedete una scuola più seria  e più libera, sfilatevi da quelle bandiere, non  fate numero dietro gli striscioni che snaturano e sfruttano le vostre ragioni!

Certo, magari andando a inscatolare nei supermercati? Provocatoriamente, anche, perché no. Se il vostro slogan è "basta crisi, riprendiamoci il futuro”, fate qualcosa di concreto contro la crisi; cominciate a lavorare e dare del tempo, perché qualche segno di rinascita appaia. I ragazzi dei movimenti, delle parrocchie, gli scout, con i loro padri e anziani, che ieri si sono spaccati la schiena per la Colletta, hanno compiuto un gesto politico.  Se avessero sfilato in corteo, nessuno li avrebbe visti e ascoltati. Se fossero stati di più, se fossero  in tanti ogni mese, cambierebbero la vita a tante persone.  Il futuro si ricrea così, o sono tutte balle. Poi, è bello stare con gli amici, in corteo o al bar e  ieri a Roma il tempo era mite. Ma senza ipocrisie…



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