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COLLETTA ALIMENTARE/ Una "festa" della carità che fa essere più uomini

Pubblicazione:domenica 25 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 25 novembre 2012, 13.15

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La Giornata nazionale della Colletta alimentare riserva sempre degli episodi, dei casi, delle evidenze, che sono letteralmente incredibili, spiazzanti per una società come la nostra. Episodi, casi che sono in controtendenza rispetto a tutti i “luoghi comuni”, ai discorsi noiosi e scontati sulla solidarietà (c’è proprio bisogno di ricordarlo che ci vuole solidarietà in una società civile?), sui valori etici, sul senso di responsabilità, sulla moralità che, detta nel modo che conosciamo, sconfina quasi sempre in moralismo.

La Giornata della Colletta la viviamo sempre come una grande festa, o, come la definiva uno dei due fondatori del Banco Alimentare: “La giornata in cui va in scena lo spettacolo della carità”. Quella cristiana, tanto per intenderci bene, quella ricordata da San Paolo nelle sue Lettere, che era un “più” di tutto: della tolleranza, della stessa solidarietà, del rispetto e dell’amore verso le persone, verso gli altri. E questa giornata non ci delude mai. Può piovere o esserci il sole, possiamo vivere in un momento di crisi economica devastante oppure di “società affluente”, come diceva John Kenneth Galbraith, ma il semplice, semplicissimo, gesto di un dono fatto da una persona a un’altra persona fa riscoprire  a tutti il tratto distintivo, il vero “dna” dell’umanità a questo mondo un po’ bislacco, che da tempo viene definito postmoderno. 

Il dono non fa piacere solo a chi lo riceve, ma fa piacere anche a te, a chi lo fa. Abbiamo un ricordo personale, di cronista di guerra al confine tra Turchia e Iraq nei primi anni Novanta. Arrivò un signore ricco dall’Italia con il suo areo personale carico di generi alimentari. Caricò delle casse su una jeep e si diresse verso un campo di profughi curdi iracheni. Disse solo una cosa, con le lacrime agli occhi: “Ho portato delle tavolette di cioccolato. Voglio vedere la faccia di un bambino, non sporca del sangue della guerra, ma la faccia di un bambino sorridente sporca di cioccolato. Non sono un credente, voglio solo la felicità delle persone. Semplicemente un po’ di felicità. Per questa ragione sono arrivato sino qui”. Chi era quella persona? Un pazzo? Uno stravagante? No, semplicemente un uomo nella sua vera dimensione. 

Ci spiegano che ieri una signora di 85 anni ha speso cento euro, risparmiati per tutto un anno, per comperare del cibo destinato a chi cibo non ne ha. C’è un ragazzo imprigionato nel carcere di Nisida che si commuove di fronte al gesto della carità, del dono di generi alimentari, contenuti in un pacco, ad altre persone. Davanti a un supermercato, un giovane nero che vende accendini (quelli che a volte ti infastidiscono con le loro offerte) a un certo punto è andato a comprare pane e latte per consegnarlo ai volontari della Colletta e quindi per regalarlo ai poveri. 


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COMMENTI
27/11/2012 - GRAZIE A DA ROLD (GIORGIO FACCI)

GRAZIE DI CUORE SIG. DA ROLD