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ABORTO/ Waters: Savita, una donna usata dai progressisti per "dividere" la ragione

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In effetti, la legge irlandese proibisce l’aborto, ma è ciò che chiede la maggioranza degli irlandesi, anche se è vero che in questo è stata forte l’influenza cattolica. Ma la Chiesa consente l’interruzione della gravidanza quando la vita della madre è in pericolo, senza pretendere che il battito del feto sia cessato. Questa è più o meno anche la legge in vigore in Irlanda, ma la decisione finale è nelle mani del medico che deve valutare il singolo caso, superando la miriade di zone grigie che si presentano nella grande varietà dei casi concreti.

Il progressismo di sinistra cerca di far passare per oscurantista la posizione irlandese sull’aborto, come cieca obbedienza alla Chiesa cattolica. Così non si capisce né la religione, né l’orrore dell’aborto. I cattolici sono persone che concepiscono la realtà in un particolare modo, non persone alle quali viene data una lista di cose in cui devono credere. La posizione cattolica sull’aborto ha origine in una concezione morale centrata sulla dignità della persona umana; il cattolicesimo è l’espressione di questa concezione, non la sua motivazione. La maggioranza degli irlandesi continua a essere contraria per principio all’aborto e lo sarebbe anche se, per assurdo, la Chiesa ritirasse le sue obiezioni.

Nel 1983, anticipando le iniziative in favore della legalizzazione dell’aborto, alcuni gruppi laici cattolici spinsero i politici a introdurre un emendamento alla Costituzione che, a loro parere, avrebbe impedito tale legalizzazione. Ecco il testo:” Lo Stato riconosce il diritto alla vita del nascituro e, con il dovuto rispetto per l’uguale diritto alla vita della madre, garantisce nelle sue leggi di rispettare e, in quanto possibile, di tutelare e difendere con le sue leggi questo diritto”. La Corte Suprema, con successive interpretazioni della frase sulla tutela del diritto alla vita della madre, ha di fatto esteso i possibili casi di aborto.

 


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COMMENTI
27/11/2012 - chi sono gli oscurantisti? (Andrea Natale)

Grazie John, il problema è proprio questo: hanno sempre bisogno di dire che gli oscurantisti sono i cattolici (ne ho avuto esperienza anche con mie interviste completamente stravolte su “Repubblica”). L’incontro con la Chiesa è quello che permette di stare di fronte alla realtà, anche la più dolorosa e difficile, senza doverla censurare o eliminare in parte (e l’aborto è proprio questo). Questa è una possibilità che ci rende molto più liberi. Sul caso clinico non posso esprimere un opinione perché non lo conosco nei dettagli, ma posso assicurare che una infezione endoamniotica (se è questo) è una delle cose più difficile da diagnosticare e da trattare. L’interruzione di gravidanza è una estrema ratio, dopo altri tipi di trattamenti che possono essere efficaci, e anche se viene fatta non è detto che sia risolutiva. Non conosceremo mai bene il caso clinico, ma possiamo stare tranquilli che continueranno a ripeterci molto chiaramente che i cattolici sono oscurantisti. Andrea Natale (ginecologo)

 
27/11/2012 - aborto per setticemia (maria gonano)

Non esiste clinicamente l'aborto "terapeutico"; se c'è setticemia, si cura la setticemia soprattutto alla 16^ settimana! Non si deve fare medicina ideologica. Leo Aletti