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ILVA TARANTO/ Caforio (Viv@voce): ecco perchè il “gigante” può chiudere

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Vorrei ricordare che nella requisitoria del pm Todisco veniva chiaramente detto che “chi gestiva e gestisce l'Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza”. Di fronte a reati di tale gravità la Procura non può di certo sottrarsi, inseguendo dunque i colpevoli con tutte le conseguenze che purtroppo ne derivano.

Cosa perderebbe la città con un’eventuale chiusura definitiva dell’Ilva?

Dobbiamo convincerci una volta per tutte che Taranto non è soltanto l’Ilva. Oltre a questa realtà, per quanto grande può essere, la città può vantare ben altro, dal turismo fino alle risorse del territorio.

Crede quindi che l’Ilva debba chiudere una volta per tutte?

Credo di sì, anche se ovviamente rimane il problema occupazionale. Ma è proprio qui che devono realmente e concretamente scendere in campo la politica e i sindacati e affrontare apertamente la questione. Troppo spesso in passato si è fatto finta di non vedere cosa stava accadendo.

Cosa crede debba insegnarci tutta questa vicenda?

Soprattutto che è necessario riuscire a coniugare al meglio industria e ambiente, cosa che a Taranto non è assolutamente avvenuta. Questo inoltre non riguarda solo questa città, ma anche la provincia e anche oltre: credo che non fosse davvero più possibile andare avanti in questo modo.  

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