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ABORTO/ Quel consiglio comunale dove l'amore è questione di pillole (abortive)

Pubblicazione:lunedì 5 novembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

La proposta di distribuire gratuitamente la pillola anticoncezionale alle ragazze fra i 15 e i 18 anni, formulata da un ginecologo che siede al consiglio comunale di Bologna, è da considerarsi innanzitutto una trovata mediatica: come ginecologo, innanzitutto, dovrebbe conoscere i dati nazionali ed internazionali su contraccezione ed aborti, specie fra le minorenni, e sapere che il suo suggerimento, apparentemente convincente, è invece fallito in tutti i Paesi in cui è stato applicato.

Non è infatti la diffusione massiccia di contraccezione chimica a diminuire le interruzioni volontarie di gravidanza, specie fra le minorenni. Anzi, al contrario: nei Paesi dove questo è accaduto – diffusione capillare di contraccezione, spesso senza coinvolgere i genitori – gli aborti fra le ragazze adolescenti non sono mai diminuiti, e anzi, spesso sono aumentati. Vediamo ad esempio i dati di Francia, Gran Bretagna e Svezia, rispetto a quelli italiani. Nel nostro Paese l’uso della pillola contraccettiva è fra i più bassi in Europa: le italiane usano la pillola nel 16,3% dei casi, le svedesi nel 50% e le francesi e le inglesi nel 40% .

Per quanto riguarda la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, il Norlevo - quel prodotto chimico che, secondo quanto riportato dal foglietto illustrativo allegato, assunto entro le 72 ore da un rapporto sessuale potenzialmente fertile impedisce un’eventuale gravidanza, senza escludere un meccanismo antinidatorio, cioè abortivo - sappiamo che ad esempio nel 2008 ne sono state vendute in Italia 381mila confezioni, in Francia 1.213.000, in Gran Bretagna 1.428.000, in Svezia 212mila. In Svezia, Inghilterra e Francia non è richiesta prescrizione medica per il Norlevo, che invece in Italia è obbligatoria e con ricetta non ripetibile (da notare che la popolazione della Svezia è di poco più di 9 milioni di abitanti contro i circa 60 milioni di italiani, 64 milioni di francesi e 61 milioni di inglesi: in percentuale, quindi, l’uso svedese è elevato).

Dal 1999 in Francia la pillola del giorno dopo può essere data nelle scuole a partire dagli 11 anni, anche all’insaputa dei genitori, mentre in Gran Bretagna qualche anno fa ha fatto notizia un progetto pilota per il quale le ragazzine fra gli 11 e i 13 anni potevano chiedere il Norlevo via sms, per “evitare imbarazzi”.

Da non dimenticare, poi, che in Svezia, Gran Bretagna e Francia, a differenza che in Italia, l’educazione sessuale è ampiamente diffusa a scuola, a partire dalle prime classi. In questo quadro, l’Italia è l’unico Paese in cui gli aborti sono costantemente diminuiti, dal 1982 ai giorni nostri, e quelli fra le minori sono i più bassi in Europa: dall’ultima relazione al parlamento sull’applicazione della legge 194 possiamo vedere che il tasso di abortività (definito come il numero di aborti per 1000 donne in età fertile), se riferito alle ragazze al di sotto dei 20 anni in Italia è 6,7, in Francia 15,2, in Gran Bretagna 23,0 e in Svezia 20,9.

 


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