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IL CASO/ Genitori e adozioni gay? La peggiore "conquista" viene dalla Francia

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L’omologazione di queste due figure - secondo le “disposizioni che mirano a rendere coerente il vocabolario del codice civile”, nel disegno di legge francese “marito e moglie sono sostituiti dal termine sposi” e “padre e madre sono sostituiti dal termine genitori” - cancella la differenza nell’identità degli sposi e dei genitori, impoverendo fino ad estinguerlo il valore sociale fondamentale della famiglia quale luogo che custodisce e trasmette da una generazione all’altra questa identità-differenza. Giustamente l’arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois, ha osservato che “non è vero che per le coppie eterosessuali resta tutto come prima. Quando marito e moglie vedranno che sul loro libretto di famiglia non sono più padre e madre ma ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’, si accorgeranno che qualcosa è cambiato. Quando a un bambino il primo giorno di scuola verrà chiesto non più ‘come si chiama tuo padre’ ma ‘qual è il nome del tuo genitore 1’, ci renderemo conto che abbiamo trasformato la famiglia allo scopo di conformarla a un’altra pratica. Che può avere una sua legittimità, ma questo è un altro discorso. Non si tratta solo di aprire il matrimonio esistente a persone dello stesso sesso, ma di trasformarlo affinché queste persone possano entrarvi”.

Per rendere praticamente possibile a qualunque coppia di sposi di diventare “genitori 1 e 2”, in Francia vi è già chi prospetta il ricorso alla donazione degli spermatozoi e all’inseminazione artificiale o alla maternità surrogata, il cosiddetto “utero in affitto”.

La biomedicina sembra avere già pronta la risposta alla domanda che molti si sono posti sulla effettiva realizzabilità di una omogenitorialità non adottiva. Dimenticando, però, che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è, per questa sola ragione, un bene per la persona e per la società. Sono stati gli stessi specialisti della medicina della riproduzione e le loro associazioni scientifiche e professionali ad avere messo in guardia, dopo le prime sperimentazioni in alcuni paesi, contro un uso strumentale di queste tecniche, destinato ad alimentare una richiesta di interventi che va ben al di là delle ragioni cliniche per cui essi sono stati sviluppati.

Nel marzo scorso, Benedetto XVI ha ricordato ai vescovi americani in visita ad limina che vi sono “potenti correnti politiche e culturali che cercano di alterare la definizione legale del matrimonio. Lo sforzo coscienzioso della Chiesa di resistere a queste pressioni esige una difesa ragionata del matrimonio come istituzione naturale costituita da una comunione specifica di persone, fondamentalmente radicata nella complementarietà dei sessi e orientata alla procreazione. Le differenze sessuali non possono essere respinte come irrilevanti per la definizione del matrimonio. Difendere l’istituzione del matrimonio come realtà sociale è, in ultima analisi, una questione di giustizia, poiché comporta la tutela del bene dell’intera comunità umana, nonché dei diritti dei genitori e dei figli”.


COMMENTI
06/11/2012 - Due lati con la stessa faccia? (claudia mazzola)

Non fa tanto male al bambino avere due papà o mamma dello stesso sesso? Il piccolino cerca affetto. Il mio vicino, Luca di 3 anni, è splendido perchè sa a ragione, a chi chiedere cose materne o paterne.