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MATRIMONI GAY/ Gambino: campanello d'allarme di una elite che può "forzare" la democrazia

Pubblicazione:mercoledì 7 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 7 novembre 2012, 19.50

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Parlano dei figli. Allora come è immaginabile che nell'articolo 29 ci sia un matrimonio che, per ipotesi, possa essere riferito anche alle coppie dello stesso sesso e poi ci siano, nell'ambito dello stesso titolo, articoli dove si parla di figli? Figli che sono collegati a quella società naturale richiamata nell'articolo 29. Sarebbe una interpretazione che andrebbe contro tutte le disposizioni. Laddove fosse anche approvata una legge a favore dei matrimoni dello stesso sesso, sarebbe comunque incostituzionale.

Perché allora il Partito popolare spagnolo ha fatto ricorso? Si può supporre che la Corte costituzionale abbia volutamente interpretato a suo piacimento la costituzione?  Ricordiamoci che le corti risentono sempre anche di una cultura e di un retaggio in parte ideologico dei suoi componenti. E quando le carte costituzionali lasciano dei margini interpretativi, come penso sia il caso di quella spagnola, al momento può prevalere una interpretazione che sembra più al passo coi tempi. Poi fra qualche anno magari si rivelerà non così al passo coi tempi, perché molti studi stanno dimostrando che le nozze fra persone dello stesso sesso, soprattutto se sono l'anticamera dell'adozione, generano danni nei confronti della stessa figliolanza adottiva, quindi contrastano con i bisogni e i diritti delle persone più deboli, che sono sempre i figli. In Italia tutto questo non dovrebbe succedere perché la nostra costituzione è meno interpretabile, proprio perché negli articoli 30 e 31 si richiama il valore della famiglia collegata ai figli e non c'è dubbio che si parli di figli naturali; si tutelano anche i diritti dei figli nati fuori del matrimonio, ma sempre naturali. 

In queste ultime ore anche la Francia ha dato il via libero ai matrimoni gay. L'Italia quindi è destinata a rimanere un'isola di resistenza? Non vorrei che ci spaventassimo, c'è piuttosto un problema di tenuta delle democrazie. Questi fatti sono più espressioni di élite culturali con capacità attrattiva sull'opinione pubblica nel propagare tendenze che non sono davvero rappresentative dell'intero popolo.

Ci spieghi meglio questo passaggio...


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