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ISLAM/ Sbai: vi svelo chi "addestra" un uomo a sgozzare i propri figli

Pubblicazione:giovedì 8 novembre 2012

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In un mese si sforna un kamikaze, figuriamoci un uomo convinto di dover punire la propria compagna, sfregiandola nel profondo e uccidendola senza morte. Così inizia la storia della morte di due bambini di Umbertide, figli di una coppia di origine marocchina. Lei, giovane e ormai stufa delle continue minacce e violenze perché non porta il velo e vive in maniera normale, civile, libera. Lui, disoccupato, ormai deviato verso una visione della vita oscura e votata all’ossequio di una certa mentalità estrema. La separazione e la morte. Ecco i due elementi che contraddistinguono questa orrenda storia, in cui due bambini perdono la vita per mano del padre, che li ha sgozzati a sangue freddo, ammassandone i corpi nel bagno e tentando il finto suicidio, condito da una lettera incomprensibile. Attenuanti e tentativo di inscenare l’infermità. Anche qui due elementi piuttosto conosciuti. Non passa nemmeno una settimana dai 30 anni di reclusione comminati a Mohamed El Ayani, marito della povera Rachida di Brescello uccisa perché sostanzialmente convertita al cristianesimo, che siamo di nuovo davanti ad un caso di cronaca che dilania l’anima di chi, da genitore, pensa solo minimamente a cosa si provi nel perdere un figlio. Acmid, come nella sua natura giuridica, si presenterà parte civile anche qui, per difendere questa donna sfregiata nel profondo e praticamente depredata di ogni futuro di vita. Ma oltre alla denuncia occorre capire come e perché accadono questi episodi. Migliaia di moschee fai da te, centri culturali, garage, cantine adibite e chi più ne ha più ne metta: ecco i covi dell’addestramento dei nuovi mostri di fanatismo. Una lista di luoghi e personaggi in continua crescita, su cui l’ex sottosegretario Mantovano aveva lavorato e continuava a lavorare con quella che possiamo definire la “defunta” Consulta per l’Islam Italiano, che oggi non parla più perché soppiantata da un organismo indefinito. La dinamica dell’indottrinamento, su soggetti in chiare difficoltà psichiche e quindi facilmente manipolabili, è chiara: “o la tua vita, e in essa compresa la famiglia, va in una certa direzione oppure devi, e sottolineo devi, eliminare ciò che si frappone fra te e i nostri dettami” di radicalismo applicato.


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