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Cronaca

PIANO AIUTI ALIMENTARI/ Catania: anche dopo il 2013 ci prenderemo cura dei poveri

Progetto Siticibo: la consegna dei cibi cotti ad una mensa per i poveriProgetto Siticibo: la consegna dei cibi cotti ad una mensa per i poveri

Abbiamo intensificato i rapporti con le organizzazioni caritative sia per facilitare l’informatizzazione delle procedure che per rilevare le esigenze specifiche degli indigenti assistiti. A questo scopo nei mesi scorsi abbiamo tenuto diversi incontri con i rappresentanti degli enti e, tra i principali risultati raggiunti, c’è senza dubbio l’introduzione di nuovi prodotti, grazie alla segnalazione delle organizzazioni. Siamo riusciti quindi a soddisfare i bisogni che sono stati rilevati. Per bambini e  anziani abbiamo infatti distribuito alimenti specifici, come per esempio la pastina e i biscotti solubili. Inoltre, sempre per rispondere alle esigenze registrate dagli enti, sono stati introdotti alimenti nuovi come la polpa di pomodoro e i legumi in scatola. Un altro risultato di questa collaborazione è legato alla scelta di distribuire gli interventi attraverso i pacchi alimentari piuttosto che in forma di pasti, proprio per andare incontro alle necessità dei “nuovi poveri”, ovvero pensionati, disoccupati recenti e famiglie con figli piccoli.

Il Piano ha termine nel 2013. Che prospettive si prefigurano per i prossimi anni?

La prosecuzione del Piano allo stato attuale dovrebbe terminare alla fine del 2013. Il nostro obiettivo è ovviamente che prosegua e quindi ci muoveremo per negoziare a Bruxelles con lo scopo di salvare il programma. Nel caso in cui l’Europa deciderà di non mantenere in piedi il programma, siamo pronti a far partire uno strumento nazionale per sopperire alla mancanza di risorse comunitarie: con il decreto Sviluppo abbiamo infatti istituito un Fondo nazionale per gli aiuti alimentari agli indigenti. In quel caso, faremo partire la macchina per proseguire con gli aiuti, attivando risorse nazionali e interventi privati.

Un piano analogo potrebbe essere messo a rischio dall’assenza di risorse?

Fino al 2014 continueremo con il programma comunitario. In seguito, come abbiamo già detto, le norme predisposte potranno essere rese immediatamente operative, agendo anche sul fronte della riduzione degli sprechi alimentari e in particolare attraverso il recupero delle eccedenze ancora perfettamente utilizzabili. Mi riferisco ad esempio a quelle derrate che vengono scartate dalle industrie e dalla grande distribuzione a causa per esempio di problemi legati al packaging.

Quali modalità innovative di sostegno all’indigenza crede che l’Europa possa adottare o sostenere?
Resto convinto del fatto che la migliore soluzione sia la prosecuzione del programma attuale che ha confermato la sua efficacia ed è per questa ragione che continueremo a lavorare in questa direzione, perché è davvero troppo importante riuscire a dare assistenza ed aiuto alle persone che ne hanno più bisogno. Dobbiamo cercare di fare in modo che la nostra società sia inclusiva e sappia accogliere chi si trova in difficoltà.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
09/11/2012 - Però prevenire è meglio che curare (Carlo Cerofolini)

Invece di intervenire - spesso in modo non adeguato e/o duraturo, dato che le risorse non sono, tra l’altro, infinite - dopo che si sono create situazioni di disagio, non sarebbe meglio far sì che queste non si verifichino o si verifichino il meno possibile? In altri termini è portando l’economia in recessione - con tasse esose e complicate (ma la curva di Laffer dice niente?) e con una burocrazia asfissiante - non eliminando vergognosi e anacronistici privilegi delle varie caste e continuando a sprecare anche per mantenere in vita situazioni decotte, che si creano sempre nuovi poveri, quindi è soprattutto su questi fattori che si deve agire con decisione, senza con questo nulla togliere al dovere della solidarietà e dell’aiuto ai veri bisognosi. Ricordiamoci però anche delle seguenti affermazioni: 1) “È la ricerca della giustizia sociale il più serio ostacolo all’eliminazione della povertà” (F. A. von Hayek); 2) La povertà non è il brodo di coltura del socialismo, bensì il suo effetto deliberatamente costruito” (M. Thatcher); 3) "Prima che generosi occorre essere giusti" (N. di Chamfort). Chi di dovere rifletta.