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PIANO AIUTI ALIMENTARI/ Catania: anche dopo il 2013 ci prenderemo cura dei poveri

Pubblicazione:giovedì 8 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 9 novembre 2012, 12.22

Progetto Siticibo: la consegna dei cibi cotti ad una mensa per i poveri Progetto Siticibo: la consegna dei cibi cotti ad una mensa per i poveri

3.686.942: una cifra impressionante, se pensiamo che si tratta del numero di indigenti assistiti nel nostro Paese nel 2012. Tanto più se si considera l’incremento esponenziale dal 2010, quando erano 2.763.379. Lo strumento principale per far fronte alle loro esigenze è stato il Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012, di cui il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha presentato, il 6 novembre, la relazione messa a punto dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). E’ lo stesso ministro a spiegarci  quali prospettive si prefigurano per gli indigenti italiani alla luce del fatto che il piano, promosso dalla Comunità europea, terminerà nel 2013.

Quali sono gli elementi emersi dalla relazione che ritiene più significativi?

La relazione realizzata dall’Agenzia per le Erogazioni in agricoltura (AGEA) sul “Piano di aiuti alimentari agli indigenti 2012” è preziosa sotto molteplici aspetti. Innanzitutto, ci dà una fotografia della situazione degli indigenti assistiti nel nostro Paese, mettendo in luce purtroppo una realtà in incremento negli ultimi due anni. Il numero complessivo è infatti aumentato rispetto al 2010 passando da 2.763.379 fino ad arrivare a 3.686.942 nel 2012. Inoltre la relazione dà una lettura Regione per Regione, dando modo di verificare i cambiamenti che ci sono stati anche a livello territoriale e rileva le diverse fasce della popolazione che fanno ricorso agli aiuti alimentari, compresi i bambini dai 0 ai 5 anni e gli anziani over 65 che costituiscono il 24% degli indigenti assistiti. Si tratta di una situazione drammatica ed in questo contesto assume ancora maggiore rilievo il lavoro che è stato fatto dal Ministero delle politiche tramite Agea e gli enti caritatevoli. Solo nel 2012 sono stati infatti realizzati quasi 126 milioni di interventi alimentari, per la stragrande maggioranza pacchi alimentari in grado di coprire più pasti. Il programma comunitario è un esempio davvero importante di come si possa intervenire nella società attraverso una efficace collaborazione tra pubblico, privato e no profit, insomma di sussidiarietà.


Nella realizzazione del Piano si è potuta scorgere la collaborazione tra pubblico e non-profit?


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COMMENTI
09/11/2012 - Però prevenire è meglio che curare (Carlo Cerofolini)

Invece di intervenire - spesso in modo non adeguato e/o duraturo, dato che le risorse non sono, tra l’altro, infinite - dopo che si sono create situazioni di disagio, non sarebbe meglio far sì che queste non si verifichino o si verifichino il meno possibile? In altri termini è portando l’economia in recessione - con tasse esose e complicate (ma la curva di Laffer dice niente?) e con una burocrazia asfissiante - non eliminando vergognosi e anacronistici privilegi delle varie caste e continuando a sprecare anche per mantenere in vita situazioni decotte, che si creano sempre nuovi poveri, quindi è soprattutto su questi fattori che si deve agire con decisione, senza con questo nulla togliere al dovere della solidarietà e dell’aiuto ai veri bisognosi. Ricordiamoci però anche delle seguenti affermazioni: 1) “È la ricerca della giustizia sociale il più serio ostacolo all’eliminazione della povertà” (F. A. von Hayek); 2) La povertà non è il brodo di coltura del socialismo, bensì il suo effetto deliberatamente costruito” (M. Thatcher); 3) "Prima che generosi occorre essere giusti" (N. di Chamfort). Chi di dovere rifletta.