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Cronaca

VIGNETTA BLASFEMA/ Introvigne: la "doppia" tolleranza di chi attacca i cattolici

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Occorre che su queste basi si apra un dibattito sui limiti, che ciascuno dei difensori della libertà d’espressione deve riconoscere. Tali limiti devono essere cercati tutti insieme, ma è appunto opportuno trovarli partendo dalla base che devono essere uguali per tutti e non, come dicevo, per certe “minoranze” che invece non esistono. In molti credono che un certo tipo di satira debba essere più tollerata perché rivolta contro una “maggioranza”, ma non è affatto così.  

Cosa può dirci invece delle diverse reazioni musulmane?

Nella tradizione giuridica islamica non esiste la libertà d’espressione, dunque è ovvio che le loro reazioni siano decisamente più violente. Noi non ci comportiamo allo stesso modo perché, come detto in precedenza, proveniamo da una tradizione che invece considera la libertà d’espressione come un tesoro importante che va assolutamente tutelato. Detto questo, non ci si deve però fermare, perché questa nostra caratteristica non deve per questo essere oggetto di offese e attacchi.

Quindi?

Proprio per questo è necessario aprire un dibattito serio e fondamentale sui limiti che la libertà d’espressione deve comunque avere. Se non si ragiona in questo modo si va inevitabilmente contro un altro principio fondamentale della nostra società giuridica, quello dell’uguaglianza di fronte alla legge, principio che in altre società non esiste.

Come dovrebbe reagire allora il mondo cristiano?

In tutto il mondo si stanno organizzando Commisioni episcopali per la libertà religiosa, perché è di violazioni di questo tipo che stiamo parlando. In Germania alcune vignette su Benedetto XVI in passato sono state punite attraverso vie legali, quindi non bisogna più aver paura di scendere in campo con vigore.

 

(Claudio Perlini)

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