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MODENA/ Operazione "Camici sporchi": arrestati 9 medici

Nove medici cardiologi sono stati arrestati dai carabinieri del Nas di Parma nell’ambito di un’operazione denominata Camici sporchi, scattata in seguito a dei decessi sospetti

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Nove medici cardiologi sono stati arrestati dai carabinieri del Nas di Parma nell’ambito di un’operazione denominata Camici sporchi, scattata in seguito a dei decessi sospetti. In particolare, hanno preso parte agli arresti 150miliardi che, oltre ad aver effettuato 33 perquisizioni, hanno proceduto a mettere le manette ai polsi degli indagati su ordine della Procura di Modena. Tra gli arrestati, anche l'ex-responsabile del reparto, alla quale sono stati comminati i domiciliari. L'indagine ha coinvolto anche diverse città italiane, quali Como, Milano, Brescia, Bologna, Roma e diversi Stati, come Usa, Polonia, Svizzera, Belgio, Germania, Irlanda. Contestualmente, sono indagate, in tutto, 67 persone e 12 aziende, di cui 6 sono stranieri, per la quali si è deciso di disporre il divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione. E’ stata disposta, inoltre, l'interdizione dall'esercizio di attività e professione nei confronti di 7 persone. Le persone arrestate, tutti medici specialisti operanti presso il reparto di cardiologia del suddetto ospedale, sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale e di sperimentazioni cliniche senza autorizzazione. Pare, inoltre, che oltre ai cardiologi siano coinvolti anche medici di altri reparti, oltre ai dirigenti del policlinico. L’indagine avrebbe consentito di individuare sperimentazioni effettuate mediate l’uso abusivo di apparecchiature che non erano state autorizzate, la cui spesa aveva pesato sui bilanci pubblici. Secondo gli inquirenti, inoltre, sarebbero stati istituti, agli scopi che gli indagati si erano preposti, degli enti fittizi, adibiti allo scopo di onlus, e mai registrati. Attualmente, il reparto di cardiologia sta funzionando a pieno regime. Di tutte le persone coinvolte, infatti, solamente una era effettivamente in servizio. L’indagine e gli arresti, quindi, non provocheranno ripercussioni sull’erogazione del servizio sanitario. Nel frattempo, di fronte al comando dei carabinieri di Modena, si è radunato un enorme assembramento di mass media.